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  • Immagine del redattoreGIANLUCA SCANU

Antonello Cuccureddu ai microfoni di Tribuna: il suo punto sul calcio sardo, e... un progetto FISDIR





Il campione di Alghero, che in carriera ha militato con le maglie di Juventus, Fiorentina, Brescia e soprattutto quella Torres che lo fece conoscere a livello calcistico, si presta ai nostri microfoni: le sue opinioni sui rossoblù di Greco, sul Cagliari, Olbia e movimento dilettantistico sardo, e anche un progetto calcistico FISDIR, con cui collaborerà la Polisportiva Luna e Sole, per cui servirà rinnovare le strutture


📍ALGHERO

Di Gianluca Scanu



Non capita tutti i giorni di scambiare due parole con una perla dello sport italiano e, ancor di più, sardo: Antonello Cuccureddu, campione e simbolo del calcio degli anni 70-80, ci ospita per un pomeriggio in quello che sarà il suo centro sportivo, per quella che sarà la sua nuova (non nel senso di mestiere, ndr) attività.

Già, perché il pluricampione che ha vestito, tra le altre maglie, quelle di Juventus, Fiorentina, Torres, Novara e Brescia, dopo un breve periodo di pausa è deciso a tornare all'opera, realizzando il sogno di fondare e allenare una squadra di calcio paralimpica, la cui sede dovrà essere il campo situato a Villa Maria Pia, nella natìa Alghero.

Al progetto, d'inclusione della disabilità e di cui Cuccureddu è contento, collaborerà la squadra paralimpica di atletica della Polisportiva Luna e Sole di Tiziana Secchi e Marco Sanna, tuttavia per attuare ciò sarà necessario un controllo da parte del Comune di Alghero e delle Autorità competenti, le quali dovranno prendere carico del rifacimento del campo, in maniera da rinnovarlo e attrezzarlo appositamente, in maniera da far giocare anche un'academy Juve, squadra della quale il mister è tifoso


Mr. Cuccureddu, volevo fare con lei il punto della situazione sul calcio sardo, partendo dal Cagliari tornato in Serie A, che sta vivendo una situazione difficile: che giudizio può dare (in particolare all'operato di Ranieri?)

"Dal punto di vista della classifica non è messo bene, per me merita di più, è una squadra che ho visto giocare, poi diciamocelo, io sono juventino, ma la Sardegna è un pezzo del mio cuore, quindi spero che il Cagliari si rialzi."


Una sua ex squadra, la Torres, è per la prima volta capolista in Serie C, con un record d'imbattibilità (di 10 partite, l'11^ si giocava il giorno dopo, ndr): lei ci ha sia giocato che allenato, che giudizio può dare ai ragazzi di Greco?

"Innanzitutto devo ringraziare la Torres, perché se sono diventato quel che sono lo devo a loro con cui son nato calcisticamente.

L'ho vista giocare, è una squadra che mi piace, se si trova lì se lo merita, Sassari ha tutte le carte in regola per salire, ben organizzata, che esalta col suo gioco"


Un'altra squadra del Nord Sardegna, l'Olbia, è reduce di tre stagioni consecutive in Serie C, disputando pure i playoff: cosa manca ai galluresi per fare il salto di qualità?

"Rispondere a questa domanda è difficile, perché bisognerebbe capire l'organico, però lo seguo e la classifica è quella. Io mi auguro faccia il salto di qualità, si gioca pure il derby con la Torres, queste squadre meritano di fare passi avanti"


Il calcio sardo ha visto la scomparsa di una blasonata quale l'Arzachena, ma anche la risalita di compagini e città come Tempio e la sua Alghero: come vede lo stato di salute del nostro pallone da questo punto di vista?

"Bisognerebbe chiederlo ai medici... Scherzi a parte, è necessario capire i loro programmi, che intenzioni hanno, le loro disponibilità economiche, tuttavia penso che Alghero, ma anche le squadre di Sassari, meriterebbero di salire, starà a loro avere le capacità per puntare a posizioni più nobili"


Lei è tornato nella sua natìa Alghero: quali sono i suoi attuali impegni?

"Sicuramente quello di stare qui. Ho creato, come vedete, questa struttura, ma c'è tanto lavoro da fare, visto che mi hanno fatto parecchi danni"


Il suo intento è quello di fondare e allenare una squadra di calcio paralimpica: cosa si aspetta dai suoi potenziali giocatori?

"Bella domanda. E' necessario innanzitutto capire come sono i ragazzi, che qualità hanno. Tuttavia, prima di tutto è fondamentale che si divertano, perché vado in certi campi e i ragazzini son trattati in condizioni assurde, già a 10 anni gli parli di sovrapposizione, fai questo, fai quello, ecc. Si pensa più alla tattica e a vincere che formare e far divertire i giovani"


Dal 1967 ad oggi il calcio italiano è profondamente cambiato, attraversando anche diversi scandali: cosa pensa di queste tristi situazioni?

"Sarebbe meglio lasciar perdere... quello che posso dire è che chi ha sbagliato deve pagare, perché è assurdo vedere rovinato il calcio per queste situazioni. Hanno sbagliato, pagano, punto, tutto qui"

 

Identikit

ANTONELLO CUCCUREDDU

Nato ad Alghero il 4 ottobre del 1949, ha un fratello di 4 anni più giovane, Carmelo, anche lui cimentatosi come calciatore nel suo periodo, diventando nome famoso nelle categorie inferiori.

Giocatore molto eclettico, fu impiegato inizialmente come jolly di difesa e centrocampo, passò da mezzala a mediano, poi terzino fluidificante e centrale difensivo.

Cominciò la carriera nella squadra amatoriale Rinascita (Alghero), passando poi al Fertilia dove vinse il campionato di Seconda Categoria.

La vera carriera iniziò nel 1967-1968, dove passò alla Torres per 2 milioni di lire.

Dopo due stagioni di centrocampista ai rossoblù, Cuccureddu passò al Brescia, riportandolo in Serie A, quindi alla Juventus, dove segnò la storia vincendo 6 campionati e 1 Coppa Italia.

Passato alla Fiorentina, dove segnò 37 presenze, chiuse la sua carriera di giocatore al Novara.

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