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Ciclismo, Nibali indica i suoi eredi: "Giro 2023 entusiasmante, occhio a Bagioli e Tiberi"

CICLISMO



L'ex ciclista individua due possibili nomi per la rinascita del ciclismo italiano, ma avverte: "in Spagna occhio ad Ayuso e Rodriguez"


DI GIANLUCA SCANU

Come all'inizio di un flashback, è bene incominciare con la formula "e tutto ebbe inizio...".

Ebbene, il 5 ottobre 2022, al Giro di Lombardia si ritirava Vincenzo Nibali, uno dei pochi ciclisti italiani buoni rimasti sul panorama.

Già, perché il nostro ciclismo arranca, e negli ultimi anni ne abbiamo avuto prove più che evidenti: da Aru a Ganna, passsando per lo stesso Nibali, tutti buoni ma non abbastanza per contrastare campioni del calibro di Sagan e Van der Poel.

Eppure, lo stesso Nibali, a poco meno di un mese dal suo ritiro, ha offerto al quotidiano spagnolo Marca parole di fiducia per il nostro ciclismo, indicando dei possibili eredi già per il Giro d'Italia 2023.


Cambio di vita

Tornando all'addio, ai microfoni di Marca il siciliano si è mostrato incredulo di dover lasciare il ciclismo: "Al momento non mi sento un estraneo. Quando è stato presentato il Giro d'Italia 2023, per esempio, mi sembrava di essere ancora un ciclista: mi sarebbe piaciuto correre una corsa così dura in particolare nelle ultime due settimane, con tanto di cronoscalata, ma ormai le cose sono andate così".

Eppure non tutto il male viene per nuocere: la vita del siciliano ruoterà sempre attorno al ciclismo, seppur attorno alla scrivania: "Stiamo lavorando a un progetto che mi piace tanto: ormai passo più tempo al telefono per le riunioni che in allenamento". La bici, quindi, resterà un hobby: "Correrò in varie competizioni di mountain bike, come la Cape Epic e lo farò solo per divertirmi"


Eredi e avversari

Quindi, ecco chi rappresenterà il futuro della bici italiana: "Guardando da fuori, è chiaro che ad oggi non ci siano profili simili a me o a Fabio Aru. Abbiamo però diversi corridori interessanti che possono vincere in vari ambiti: vorrei - continua il siciliano - ad esempio vedere l'evoluzione di Andrea Bagioli e Antonio Tiberi, senza dimenticare Giulio Ciccone, che è forte ma purtroppo non sempre continuo". Ma occhio anche agli avversari: "Quello che hanno fatto alla Vuelta 2022 ragazzi come Juan Ayuso e Carlos Rodriguez è stato entusiasmante: mi piacerebbe vederli al Giro".

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