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Clamoroso: l'Arabia ribalta e batte l'Argentina, striscia fermata dopo 36 vittorie consecutive



MONDIALI QATAR 2022



L'Arabia di casa ribalta il rigore iniziale di Messi, portando la prima vittoria per i "conterranei" e facendo un favore all'Italia: l'Argentina, per un soffio, non arriva al nostro record di 37 partite senza sconfitta

ARGENTINA 1

ARABIA SAUDITA 2

Primo tempo: 1-0

Gol: 17' pt Messi (ARG), 3' st Al Shehri (ASA), 8' st Al Dawsari (ASA)

ARGENTINA (4-2-3-1): Martinez E.; Molina, Romero (dal 13' st Martinez L.), Otamendi, Tagliafico (dal 25' st Acuna); De Paul, Paredes (dal 13' st Fernandez); Di Maria, Messi, Gomez (dal 13' st Alvarez); Lautaro In panchina: Armani F., Foyth, Montiel, Pezzella, Rulli, Palacios, Correa, Almada, Rodriguez, Allister, Dybala Ct: Lionel Scaloni Possesso palla: 70% Precisione passaggi: 30% Cambi di sistema: nessuno Baricentro: ALTO (68,2 M) Ammoniti: nessuno Espulsi: nessuno

ARABIA SAUDITA (4-4-2): Alowais; Abdulhamid, Al Tambakti, Al-Bulayhi, Al Shaharani (dall'8' st Al-Burayk); Al-Shehri (dal 33' st Sultan), Kanno, Al Malki; Al-Dawsari (dal 45+1' pt Nafaw (dal 42' st Alamri)), Al Birakan (dal 43' st Asiri). In panchina: Al-Yami, Al-Ghannam, Madu, Otayf, Al-Hassan, Al-Naji, Al-Abid, Bahbri, Alobud, Sharaili Ct: Hervé Renard Possesso palla: 30% Precisione passaggi: 67% Cambi di sistema: dall'8' st 4-3-3 Baricentro: MEDIO (49,9 M) Ammoniti: Al Owais, Al Bulayhi, Adbulhamid, Al Maiki, Aldawsari, Al-Abed Espulsi: nessuno

Arbitro: Vincic (Slovenia)

Note: 80.000 X, incasso non comunicato, cielo sereno, terreno in ottime condizioni, tiri totali 15-3 (in porta 6-2), falli 7-21, corner 9-2, recupero 2' pt-12' st


LUSAIL

Di GIANLUCA SCANU


L'analisi

Clamoroso. E' la prima parola che viene in mente a tutti noi, appassionati di calcio, sicuri che mai ci saremmo aspettati di vedere in vita nostra un risultato simile. Dopo i fiaschi di Qatar e Iran, ancora meno, l'Argentina era quotatissima nella sfida contro quell'Arabia Saudita che, nella mente di ogni intenditore e ogni scommettitore, avrebbe dovuto fare un miracolo per battere l'attuale campione in carica della Copa America e della Confederations Cup.

E accade l'impensabile: il miracolo lo fa, non senza patemi ma lo fa. Bastano 5' nel secondo tempo per scrivere una pagina di storia del calcio, per regalare uno spettacolo mai visto e difficilmente (ma non troppo, le big in Serie A docet) ripetibile. Un evento scioccante, che all'Argentina lascerà un segno indelebile: starà a lei fornire una risposta o farci capire che qualcosa, nel gruppo, non va.


Illusione di passeggiata. Diversi sono i punti su cui la Seleccion di Scaloni ha da fare mea culpa. In primis, la convinzione che subito dopo il rigore generosissimo concesso al 10' dall'arbitro Vincic, a causa di una trattenuta su Paredes, e trasformato con un destro leggero di Messi, il match avesse preso la sua direzione.

Pertanto, la formazione pensa di potersi rilassare con un avversario che, sulla carta, è meno quotato, con un fuorigioco altissimo e una difesa schiacciata: e vai con un centrocampo di qualità e non di lotta, puntando tutto sulla coppia di diamante Messi-Lautaro.

Una coppia che scoppia presto, anche a causa della sfortuna e degli episodi: el Toro va due volte in gol, e due volte la bandierina si alza. Peggio Messi, che dal rigore in poi tenta, tenta ma trova solo aria fritta. Un qualcosa che, come spesso già visto, risveglia le speranze degli avversari.


Ribalta. A inizio ripresa, quindi, ecco l'impensabile: un capovolgimento del punteggio nel giro di 5 minuti, merito della reazione d'orgoglio dell'Arabia, la quale ha trovato il punto debole dei padroni di casa (sul campo), ovvero la difesa. Una difesa che si sgretola al 3', quando Al Sehri si fa tutta la metà campo e riceve pallone in area da Al Birakan, sinistro in diagonale che spiazza Martinez, 1-1. Neanche il tempo di ripensare al gol appena subìto che la situazione si ribalta: è Al Dawsri a segnare il 2-1 storico, con un controllo e destro secco all'incrocio, imparabile per Martinez. L'Argentina prova il girotondo dei cambi: fuori Romero, Paredes e Gomez, dentro Lisandro, Fernandez e Alvarez.


Il tutto per tutto. Nonostante qualche accenno di reazione, tipo una botta da due passi al 17' parata miracolosamente da Owais, la reazione argentina non si manifesta. L'Arabia continua a difendersi bene, interviene su ogni pallone, e le ammonizioni ricevute da ben 6 giocatori lo dimostrano. Nel finale, tuttavia, l'Argentina non si arrende, e tenta perlomeno il pari con la forza della disperazione. Ma su tutti i tentativi, in particolare quelli di Otamendi (a botta sicura) e Alvarez (di testa), la difesa si fa trovare attentissima.

Nemmeno 13' di recupero servono a evitare di scrivere questa pagina di storia: l'Argentina torna a perdere la partita d'esordio ai mondiali dopo 32 anni, l'Arabia coglie, oltre a un risultato storico, una vittoria che, per ora, dà fiducia al territorio.

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