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  • Immagine del redattoreGIANLUCA SCANU

Dinamo, cala il sipario con orgoglio! Reggiana battuta 95-63, addio per Gandini e Kruslin (?), Dore esordio con 2 triple

#LBABASKET DINAMO-REGGIANA

Sirbo cala il sipario su un'annata fallimentare: McKinnie capocannoniere del match, Cappelletti si conferma, Reggio mai in partita (forse demotivato). Testa già alla prossima annata




DINAMO BDS SASSARI 95

UNAHOTELS REGGIO EMILIA 63

Parziali 22-17, 24-10, 20-14, 29-22

Progressivi 22-17, 46-27, 66-41, 95-83


 

DINAMO: Cappelletti 10, Treier 3, Dore 6, Tyree 17, Kruslin 9, Gandini, Diop 9, Gombauld 12, Mckinnie 22, Jefferson 5, Charalampopoulos 2.

A disposizione: Raspino

Ct: Nenad Markovic

Più minuti: McKinnie (32')

Più rimbalzi: Gombauld (10)

Falli tecnici: al 10' 2Q Markovic

Antisportivi: n.e.

Espulsi: n.e.

 

REGGIANA: Weber 8, Bonaretti, Cipolla 7, Galloway 12, Faye 10, Uglietti, Atkins 11, Black 4, Vitali 2, Grant 6, Chillo 3.

A disposizione: Smith

Ct: Dimitris Pfritis

Più minuti: Chillo (29')

Più rimbalzi: Atkins (6)

Falli tecnici: n.e.

Antisportivi: n.e.

Espulsi: n.e.

 

Note: tiri totali 94-98, rimbalzi 31-29, falli 20-18


SASSARI

L'analisi di Gianluca Scanu



Un po' d'impegno, fuori tempo massimo ma Sirbo ci mette un po' d'impegno. D'altronde non c'era altra possibilità se non quella di archiviare il fallimentare campionato 2023-2024 con una vittoria d'orgoglio e di test per quella che sarà la prossima stagione. Guardando la classifica finale non si può che provare ancora più rabbia di quella che è maturata dopo le 16 sconfitte in campionato, tante, troppe, a cui si aggiunge la mesta eliminazione dall'Eurocup nel mese di gennaio contro lo Cholet. Sirbo raggiunge quota 28 punti, alla pari di Tortona e Napoli, ma si deve mangiare le mani per le occasioni sprecate, su tutte quella con un Pesaro che, guardando sempre la classifica, era abbordabile con un pizzico di grinta in più e un minimo di concentrazione. Stare a recriminare non porta però nulla, anzi, fa male alla salute: meglio pensare ai momenti emozionanti che il match ha regalato nel finale, all'ingresso in campo di quei panchinari che pregavano tutto l'anno per poter giocare almeno 30 secondi, all'abbraccio tra Gandini e Kruslin all'ultima sostiuzione, di cui uno si congeda definitivamente, ai 4 minuti di show del baby Dore. Ecco, da questi momenti (scaturiti anche da un Reggio Emilia già quinto e privo di obiettivi e motivazioni) si dovrà ripartire in casa Dinamo per dimenticare questa fallimentare annata e progettarne una nuova di riscatto e competitività.


Dominio Sirbo. Come detto alla vigilia, Markovic per il match conclusivo non rinuncia a nessuno dei suoi giocatori, dando più fiducia possibile a Cappelletti, elemento già confermato per la prossima stagione, e al bomber sempre più in crescita McKinnie, uno dei possibili partenti. Priftis per l'ultima stagionale conferma titolari fin dalla palla a 2 le sue armi d'attacco Galloway e Faye, con Chillo unico nazionale in quintetto. Manco fosse la finale scudetto, la Dinamo mette fin dalle prime battute grande intensità di gioco: velocità nei passaggi e al tiro, dove come non si vedeva dal magico marzo (condito dalle vittorie con le big Virtus Bologna, Brescia e Venezia), che lascia ben poco alla Reggiana. I due americani di Priftis fanno la voce grossa e con due contropiedi portano avanti i reggiani, ma solo per poco: McKinnie e Cappelletti sono scatenati, Diop da neoentrato gioca con grinta tipica di chi vuole riscatto dopo un inizio di stagione tormentato, grazie anche la libertà di chi non ha nulla da perdere e nemmeno da guadagnare se in termini di orgoglio e rispetto. Il tutto si traduce in un parziale di 19-0 tra il primo e il secondo quarto, col Reggio Emilia che appare disorientato e non azzecca mezzo canestro. Ci vogliono un fallo di Kruslin e una frase di Markovic al direttore di gara, che gli costa il tecnico, per risollevare gli emiliani. A cil ci pensa Weber, che con 2 liberi e un backtrack muove il punteggio dei suoi, senza effetti: la Dinamo non molla, continua a giocare e va negli spogliatoi sul 46-27, toccando anche il +22 al 18'.

Rocce a difendere. Ousmane Diop e Alonzo McKinnie contro Weber (LaPresse)


Emozioni a tempi opposti. Al rientro dall'intervallo Priftis chiede ai suoi maggior difesa e gioco di contropiede, soprattutto al neoentrato Cipolla. Cosa che si traduce in una reazione dei reggiani, la quale dura per pochi minuti, ossia i primi del quarto. La difesa è impenetrabile, l'attacco non perdona, soprattutto grazie alla combinazione di triple Kruslin-Jefferson e l'alley-oop spettacolare di Diop, che annullano le iniziative di Galloway (miglior marcatore con 12 punti), Faye e Atkins (10 e 11 punti). Il cratere nel punteggio, che aumenta a +23 al 27' (quindi a +25 nel secondo intervallino e a +30 al 37') passa in secondo piano (così come la contestazione iniziale, mostrata dallo striscione con scritto: "Maglia, città e tifosi non avete rispettato. Per fortuna è finito il campionato") nel momento in cui Markovic decide di concedere minuti ai panchinari. Due, per la verità, e in situazioni di carriera opposte: Luca Gandini, 39 anni, dimissionario (da lui confermato in conferenza stampa), e Alessandro Dore, appena 18 anni ed assoluto esordiente in un campionato professionistico, peraltro il massimo italiano, la Serie A. Mentre il classe 1985 gioca il suo minimo sindacale, rendendosi noto solo al 38' per l'abbraccio all'uscente Kruslin (probabile ultima partita per lui in maglia Dinamo), Dore ci mette poco a conquistare il Palaserradimigni: la prima conclusione tocca il ferro, le altre due da 3... entrano toccando solo la rete, sotto i festeggiamenti scatenati dei tifosi presenti. Ecco, se proprio si vuole avere una consolazione da questo finale di campionato, questa viene dalla consapevolezza che è sbocciato un nuovo playmaker di casa Dinamo. E chissà che nel prossimo campionato possa esser protagonista del nuovo roster biancoblù, seguendo le orme di Spissu e Chessa.


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