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  • Immagine del redattoreGIANLUCA SCANU

Infart-Inter, che match! Parma eliminato agli ultimi respiri, match combattuto al cardiopalma

Juric purga dopo oltre mezz'ora un'Inter che, senza Lukaku, Barella e Brozovic, non brilla: nel finale di ripresa i cambi son decisivi, tanto che Lautaro pareggia e regala i supplementari; a 10' dai rigori, poi, Acerbi di testa ribalta definitivamente quella che sarebbe stata una beffa storica







INTER 2

PARMA 1

Primo tempo: 0-1
Secondo tempo: 1-1
Primo tempo supplementare: 1-1
Gol: tempi regolamentari 38' pt Juric (PAR), 43' st Lautaro (INT); supplementari 5' sts Acerbi (INT)

INTER (3-5-2): Onana; Bastoni (dal 21' st Dimarco), De Vrij, D'Ambrosio (dal 36' st Acerbi); Gosens (dal 36' st Darmian), Mhitaryan (dal 22' st Dzeko), Asllani, Gagliardini, Dumfries (dal 22' st Bellanova); Correa (dall'8' sts Skriniar), Lautaro In panchina: Cordaz, Brazao, Curatolo, Fontanarosa, Kamate, Stankovic, Zanotti Ct: Simone Inzaghi Possesso palla: 72% Precisione passaggi: 86% Cambi di sistema: nessuno Baricentro: ALTO (61,8 m) Ammoniti: Dimarco per fallo Espulsi: nessuno

PARMA (4-3-3): Buffon; Valenti (dal 1' sst Circati), Osorio, Balogh, Del Prato; Bernabé (dal 35' st Hainaut), Estévez (dal 29' st Camara), Benedyczak (dal 29' st Inglese); Sohm (dal 36' st Mihaila), Man (dal 26' pt Juric), Vàzquez In panchina: Ansaldi, Bonny, Charpentier, Chichizola, Corvi, Coulibaly, Tutino Ct: Fabio Pecchia Possesso palla: 28% Precisione passaggi: 69% Cambi di sistema: dal 27' pt 4-2-3-1 Baricentro: BASSO (49,5 m) Ammoniti: Camara per fallo, Bernabé per fallo Espulsi: nessuno


Arbitraggio: principale Prontera, guardalinee Carbone-Giallatini, IV Uomo Ghersini, VAR Marini, AVAR Longo

Note: spettatori 40.032, serata poco nuvolosa, terreno in buone condizioni; tiri totali 11-9, falli 13-17, fuorigioco 4-1, calci d'angolo 14-4, recupero 2' pt-4' st-0' pts-5' sts


MILANO

L'analisi Di Gianluca Scanu



Il bello del calcio si concentra su San Siro. E a darne prova è un'Inter ritornata pazza, imprevedibile, sorprendente fino all'ultimo secondo. Sotto gli occhi di quarantamila spettatori, la sfida col Parma non è stata una formalità come qualcuno si aspettava.

Anzi, più di qualcun altro, dopo aver visto l'Inter a Monza, aveva previsto un match difficile, contro un Parma comunque forte, che non a caso in Serie B sta lottando per la promozione, con nomi di alto livello (qualcuno addirittura blasonato). Una partita che ha preso diversi stati d'animo: sorpresa, gelo, nervosismo, ripresa delle speranze, fino al tripudio finale dei nerazzurri. Quei nerazzurri che, fino ai cambi di metà secondo tempo, stavano per compiere un'impresa storica, quella di uscire al primo turno con una squadra di Serie B da campioni uscenti, e che invece alla fine hanno dato segni che, con cinismo e voglia di non mollare, posson vincere anche un match in rimonta, proibitivo e fondamentale. E speriamo, per campionato e Champions, che abbiano imparato la lezione.


Peso delle formazioni. Priva di Lukaku (ancora quest'anno), Barella e Brozovic, l'Inter campione uscente si permette il lusso di tenere Skriniar, Acerbi, Dimarco e Dzeko in panchina a inizio match: spazio a De Vrij a centro difesa, affiancato da D'Ambrosio e De Vrji; col 3-5-2, Dumfries e Gosens guadagnano la fiducia di Inzaghi come esterni, ali Gagliardini e Mkhitarian, al centro il buon Asllani; attacco affidato al goleador Lautaro e a una disperazione quale Correa. Parma che, di contro, come già successo in passato, viene a San Siro per giocarsela, e schiera un 4-3-3 d'attacco: con Buffon tra i pali, proteggono Del Prato, Balogh, Osorio e Valenti; il centrocampo e l'attacco faran girare la testa, con Sohm, Bernabé ed Estevez nel primo, e nel secondo con Benedyczak, Vazquez e Man (meno, sarà sostituito bene da Juric).


La partita ai raggi X

​INTER Posizione media giocatori

Passaggi: 923 Precisione passaggi: 85% Cross: 13 Cross riusciti: 6 Tiri nello specchio: 10 Tiri fuori: 1 PARMA

Passaggi: 367 Precisione passaggi: 28% Cross: 11 Cross riusciti: 8 Tiri nello specchio: 9 Tiri fuori: 0


Meglio il Parma. E chi si aspettava la sofferenza dell'Inter, aveva ragione: il Parma se la gioca, pressa su un'Inter apparsa macchinosa, priva di idee, di cattiveria e cinismo. Al 17' la prima vera e propria occasione del match: è Man a spaventare la difesa nerazzurra, con una fuga sulla destra e un cross interessante, Bastoni salva prodigiosamente di testa. La reazione è affidata a Gagliardini, al 22': cambio gioco Bastoni-Gosens, lancio al limite dell'area per il bergamasco che, di prima, spara di poco a lato.

E se i problemi fisici di Man avevano spaventato Pecchia, il cambio con Juric sarà la chiave che cambia il match, assieme al passaggio a un 4-2-3-1 di costruzione. Approfittando della manovra lenta dei nerazzurri, nonché dei loro errori di costruzione, i ducali propongono al pubblico un nuovo episodio della maledizione Parma al primo match stagionale, andando in gol: 38', verticalizzazione di Bernabé per Sohm, tacco per Juric che, da 25 metri, caccia all'incrocio dei pali spiazzando Onana.


La moviola

Un po' di polemiche sull'arbitraggio di Prontera, che in due episodi in particolare si fa notare negativamente: al 1' di recupero del primo tempoc'è un chiaro contatto in area tra De Vrij e Vazquez. C'è penalty, ma non si va nemmeno al VAR, Prontera lascia giocare. L'altro al 6' supplementare: quando Lautaro viene gettato a terra da una gomitata sul labbro inferiore di Mihajla. Ci sarebbe dovuta essere l'espulsione, Prontera risponde ai nerazzurri che "non è niente, si continua". Azzeccata la decisione di convalidare il gol dell'1-1, in quanto Dzeko era in posizione regolare, come segnalato dal VAR, mentre al 1' di recupero del secondo tempo fallo di Correa su Balogh, e non viceversa come sostengono i nerazzurri, applicata giustamente la norma del vantaggio


Inzaghi, servono i cambi. L'Inter sembra a questo punto arrendersi, e il Parma va vicino poco dopo al k.o.: brutta respinta di D'Ambrosio su Vazquez, intercetta bene Benedyczak, tiro al volo di sinistro, risponde Onana. All'intervallo col morale plumbeo e rassegnato a un'altra figuraccia storica, l'Inter prova a entrare con più cattiveria e a concretizzare. Più o meno funziona: ora l'Inter gira meglio il pallone, ma continua a sprecare in attacco, nelle gambe regna il timore di segnare. Ct Inzaghi capisce che è ora di stravolgere tutto: fuori Bastoni, Dumfries e Mkhitarian in un colpo solo, dentro Bellanova, Dzeko e l'ex Dimarco. Il Parma continua a crederci, e in 3 contro 1 sbaglia al 23' il gol del 2-0. Ma a Pecchia le sostituzioni nuociono: dentro Inglese e Camara per i buoni Benedyczak ed Estevez, e l'inerzia è destinata a cambiare.


Il match in 3 immagini #rafficagol



GOL JURIC: gelo e sorpresa In un primo tempo di Inter poco espressiva e molto lenta e macchinosa, arriva la botta-gol di Juric al 38' a gelare San Siro: un gol da Champions, che gela anche Onana e fa calare una cappa di paura e storia


GOL LAUTARO: sollievo e speranza Quando sembra sia fatta, Buffon respinge, ma deve arrendersi al tap-in di Lautaro, si va ai supplementari


GOLDEN GOL ACERBI: il rovescio della medaglia Sembra un match destinato ai rigori, e invece un'altra respinta di Buffon su percussione nerazzurra regala il colpo di testa dell'ex Lazio: Inter qualificata, l'impresa Parma termina qui


Nerazzurri scatenati. Infatti, l'Inter ora spinge, rigenerata dai cambi, e gioca perlopiù di "cross'n'gol". La tattica funziona, dato che addirittura, al 31', un cross di Bellanova viene mal intercettato da Balogh, per poco non è autogol. Sembra finita al 38', quando Correa e Bellanova crossano male e sbagliano a difesa ormai sguarnita, ma l'imprevisto è dietro l'angolo: altro lancio in area, Balogh anticipa Dzeko ma sbaglia la respinta verso Lautaro, tiro, respinge Buffon, tap-in vincente con deviazione di Osorio, 1-1.

San Siro si accende, l'Inter ci crede, tutto da rifare per il Parma, che anch'esso mostra ancora i denti con le botte di Camara e Hainaut nel primo tempo supplementare.

Ma sulla pressione nerazzurra pure un buon Parma deve arrendersi, ma non ai rigori: a mettere la ciliegina sulla torta a un pazzo match è la testata da fuori di Acerbi, ancora su respinta di Buffon, che qualifica l'Inter ai quarti. Prima della gioia finale, giusto tempo per polemiche causa una gomitata di Mihajla su Lautaro non sanzionata.

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