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  • Immagine del redattoreGIANLUCA SCANU

Inter, che disastro! Bruciante rimonta del Sassuolo a San Siro, testa della classifica a rischio

ALLARME INTER

Quarta vittoria per Dionisi a San Siro contro i nerazzurri, in balìa del Sassuolo per gran parte della partita: Dumfries chiude il primo tempo, nella ripresa Bajrami e Berardi ribaltano il match e resistono (a tratti anche domiando) fino al triplice fischio. L'Inter interrompe la sua striscia positiva, il Sassuolo liquida la sua seconda big di fila


I giocatori dell'Inter rammaricati davanti a un Sassuolo uscito vincente da San Siro (LaPresse)




INTERNAZIONALE 1

SASSUOLO 2

1T: 1-0

Gol: 45' pt Dumfries (INT), 8' st Bajrami (SAS), 18' st Berardi (SAS)

 

INTER (3-5-2): Sommer; Darmian, Acerbi, Bastoni (dal 23' st De Vrij); Dumfries, Barella, Calhanoglu (dal 40' st Klaassen), Mkhitaryan (dal 23' st Frattesi), Dimarco (dal 23' st Carlos Augusto); Thuram (dal 23' st Sanchez), Lautaro

PANCHINA: Di Gennaro, Audeto, Asllani, Pavard, Bisseck, Agoumé, Kamate, Sarr, Stankovic

CT: Simone Inzaghi

CAMBI DI SISTEMA: nessuno

AMMONITI: Inzaghi per proteste

ESPULSI: nessuno

 

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli; Toljan, Erlic (dal 36' st Ferrari), Viti (dal 16' st Tressoldi), Vina (dal 1' st Pedersen); Boloca, Henrique; Berardi, Bajrami (Dal 16' st Castillejo), Laurienté; Pinamonti (dal 34' st Defrel).

PANCHINA: Pegolo, Cragno, Missori, Racic, Mulattieri, Obiang, Ceide, Volpato, Thorsvedt

CT: Alessio Dionisi

CAMBI DI SISTEMA: dal 5' st 4-3-3

AMMONITI: Henrique per fallo

ESPULSI: nessuno

 

Arbitraggio: principale Massimi, assistenti guardalinee Rossi-Dei Giudici, IV Uomo Di Bello, VAR Abbattista, AVAR Guida

Note: 70.684 spettatori, incasso non comunicato; cielo stellato, terreno in buone condizioni; tiri 13-13, falli 10-8, calci d'angolo 0-6, fuorigioco 3-4, recupero 2' pt-6' st


📍MILANO

L'ANALISI Di Gianluca Scanu



Altroché da Serie B. Il Sassuolo batte la seconda big di fila e si mostra all'altezza dell'Europa, l'unica lettera B che i neroverdi vedono è quella dei due marcatori, Bajrami e Berardi, la lettera B che invece vede l'Inter è quella della batosta.

Troppe occasioni mancate, troppa stanchezza e troppa tensione nel secondo tempo, da parte dei nerazzurri, non è bastato il gol di Dumfries a portare la sesta vittoria consecutiva.

Come ai tempi di Helenio Herrera, Roberto Mancini bis e Antonio Conte, dopo 6 partite l'Inter cade, non si sa ancora se in chiave scudetto questa sconfitta sia fatale per lo scudetto, ma questi 3 punti persi contro l'eterno tabù dei neroverdi fanno molto male.

Squadra tutta votata all'attacco, quella di Inzaghi, il cambio di schema di Dionisi è invece la mossa vincente del ct, che ripagato da due gol bellissimi (uno con papera) vince la sua terza partita in campionato, nonché la seconda con una big.


Formazione cotta. Come ormai accade da 5 partite (6, contando la Champions), Inzaghi non cambia nulla rispetto alla partita di Empoli: stesso schema, stessi titolari.

Nemmeno Dionisi, per la verità, rimescola le carte in tavola: 3-4-1-2, con uniche eccezioni Berardi e Viti rispetto al match vittorioso contro la Juve.

Schema dell'Inter consistente nell'attacco totale, con compattezza e gruppo unito: questo le permette di vivere i primi 8' sulla cresta dell'onda, con Barella e Thuram che sfiorano due volte il gol, ma trovano un Consigli formato super e troppa imprecisione.

Il Sassuolo, di certo, non viene a San Siro per vedere il cielo di Milano: Dionisi tiene il baricentro medio ma pressa fortemente, gioca uomo su uomo e costruisce in maniera veloce. Laurienté, al 15', per poco non centra la porta di Sommer, mentre al 21' ci vuole il miglior Darmian per anticipare Pinamonti, in un momento in cui tutti i titolari confermano i campanelli d'allarme e di stanchezza già visti col Real Sociedad.


Cuore nerazzurro (?) Domenico Berardi, 35 anni, mentre segna il gol del definitivo 2-1 (LaPresse)


Attacco: segnare o non segnare? Le difficoltà della ThuLa sono evidenti, causate anche dal mancato turnover, stante un Arnautovic infortunatosi a Empoli e una coperta corta che vede come altre riserve Primavera che, in serate importanti, Inzaghi pensa di non fargli rischiare una batosta.

Al 37' Dumfries crossa da sinistra per l'ex Monchengladbach, che però liscia clamorosamente, forse per paura di segnare. Sta de facto che dall'errore il Sassuolo riparte, e sul ribaltamento di fronte Toljan trova un grande Sommer che gli nega il colpo del k.o.

Quello è rinviato, prima c'è tempo per il gol di Dumfries: 45', mancino perfetto dell'olandese che gli vale una rete assente dall'anno scorso, da quel gol all'ultimo respiro a Lecce.

Il dilemma non vale però per il Sassuolo: Dionisi gioca bene i cambi, rinforza ogni reparto a differenza di un Inzaghi che continua a giocare con la sua formazione tipo. E' il preludio al ribaltone.


Cambi decisivi. Il Sassuolo, infatti, rigenerato dai cambi è una furia, pressa in maniera asfissiante concedendo poco e nulla alla capolista, tipo un'azione corale al 3' per Lautaro, respinta prontamente da Toljan.

E' il segnale che l'Inter non giri, le gambe son fatte di pietra, il pallone una mina che fa paura solo a sfiorarlo. Il Sassuolo ha più energia, e al 7' sfiora il pareggio con uno stacco di testa di Erlic, finito alto di pochissimo. E' un messaggio importante: 1' dopo Bajrami da fuori area spara un bolide rasoterra, Sommer intuisce ma non riesce a trattenere, spedendo in rete.

Come Szczesny, così Sommer, e l'Inter va nel panico più totale, che subentra alla stanchezza. Standing ovation per Bajrami e Viti, dentro Tressoldi e l'ex Milan Castillejo nel Sassuolo, e vai con la rimonta: ancora dal limite, Berardi si porta dietro il pallone e scaglia un destro a giro imparabile, tanto che Sommer si abbassa.

Non ci crederete, ma Inzaghi aspettava solo questo per fare i primi cambi: dentro Sanchez, De Vrij, Carlos Augusto e Frattesi.

Ora l'Inter è più combattiva, proprio l'ex si guadagna un'occasione al 24', ma Consigli gli nega la gioia della vendetta.

Dionisi si limita agli ingressi di Defrel e Ferrari, Inzaghi tenta la carta della disperazione, ossia l'esordio di Klassen per Calha.

E prima del finale, ecco ripagati i due ct: al 43' bomba di Laurienté che vuole il miglior Sommer per evitare il colpo di grazia, al 45' l'unica occasione del secondo tempo dell'Inter, con Acerbi che avrebbe il pallone del pareggio, ma perde tempo e decide di tirare centrale, venendo acciuffato da Consigli e lasciando spazio ai meritati festeggiamenti neroverdi

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