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  • Immagine del redattoreGIANLUCA SCANU

Inter, continua lo show! Cacciata la Samp dell'ex Stankovic, Stevan,Barella e Correa per il 4° posto

SERIE A


Dominio dei nerazzurri sui blucerchiati, che rimane a -2 dal Lecce: nerazzurri ancora in corsa per lo scudetto, ma mancano due cartellini rossi







INTERNAZIONALE 3

SAMPDORIA 0

1T: 2-0

Gol: 21' pt de Vrij, 44' pt Barella, 28' st Correa

INTER (3-5-2): Onana; Skriniar, de Vrij, Bastoni (dal 22' st Acerbi); Dumfries, Barella, Calhanoglu (dal 38' st Asllani), Mkhitaryan, Dimarco; Lautaro (dal 22' st Lukaku), Dzeko (dal 22' st Correa). In panchina: Handanovic, Gagliardini, Gosens, Cordaz, D'Ambrosio, Darmian Ct: Simone Inzaghi Possesso palla: 52% Precisione passaggi: 81% Cambi di sistema: nessuno Baricentro: ALTO (62,6 M) Ammoniti: Bastoni Espulsi: nessuno

SAMPDORIA (4-2-3-1): Audero; Bereszynski, Amione, Colley, Ferrari; Yepes (dal 1' st Vieira), Villar (dal 7' st Verre); Leris, Gabbiadini (dal 33' st Montevago), Djuricic (dal 33' st Rincon); Caputo (dal 21' st Pussetto). In panchina: Augello, Sabiri, Conti, Murillo, Contini, Murru, Trimboli Ct: Dejan Stankovic Possesso palla: 48% Precisione passaggi: 82% Cambi di sistema: dal 7' st 4-3-2-1 Baricentro: BASSO (40 M) Ammoniti: Verre, Vieira, Colley, Yepes, Gabbiadini, Djuricic Espulsi: nessuno

Arbitro: Massimi, assistenti Galetto-Massara, IV Uomo Cosso, VAR Nasca, AVAR Paganesi

Note: spettatori 73.311, cielo sereno, terreno in buone condizioni. tiri 17-9 (in porta 8-2), falli 4-13, offside 1-0, corner 3-3


Di VALENTINO MELA


La fa facile, l'Inter, contro una Sampdoria discontinua che, a San Siro, si fa notare solo per l'ex nerazzurro Dejan Stankovic in panchina.

3-0 schiacciante dei nerazzurri, che in un colpo solo scavalcano Juventus, Roma (forse) e Udinese, certificando il loro ritorno in lotta scudetto.

Una squadra ormai rinata, quella nerazzurra, il cui pessimo inizio causato anche dagli infortuni è solo ormai un ricordo lontanissimo, cosa che non si può dire alla Samp dell'ex, incapace di gestire un match difficile e fondamentale per la scalata-salvezza, soprattutto dopo che il Lecce diretto avversario ha perso in casa. Gioie e dolori, quindi, a San Siro: l'Inter soddisfatta per il dominio, il cinismo, la capacità confermata di gestire i match con sicurezza, la Samp delusa di aver perso punti fondamentali per una salvezza che, ora come ora, pare un'utopia.


Dominio nerazzurro

Come recita l'inno di Elio e le Storie tese, c'è solo l'Inter, almeno per tutto il primo tempo. Inzaghi, per niente preoccupato, come lo è ormai dalla sfida col Barça, conferma il 3-5-2, rigenerando de Vrij in difesa accanto a Skriniar e Bastoni, riconferma il centrocampo dei miracoli in Champions, compreso Calhanoglu, e la coppia Lautaro-Dzeko. Stankovic, da par suo, prova a riconfermare il 4-2-3-1, contando soprattutto sui suoi big Leris, Djuricic, Colley, Gabbiadini e Caputo. Tutto inutile: l'Inter manovra il gioco, e nel primo quarto d'ora sforna tre occasioni, con Dzeko (6'), Lautaro (11'), Skriniar (15'), seppur non troppo precise per accendere il match.

Su corner al 21' ecco che si accende il match: Calhanoglu pennella in mezzo per De Vrij che, di testa, trova il primo gol in campionato e spegne le critiche accorse su lui nei mesi scorsi.


Il personaggio ai raggi X

NICOLO' BARELLA

Età: 25 anni Altezza: 1,72 m Peso: 68 kg Tocchi per zona: vertice sinistro del campo 18, area 13 (limite 4, centro 5, vertice destro 4) Dribbling: 8 Tiri: 3 (1 gol) Assist: 2


Tiro al bersaglio

Dopo l'1-0 la partita si fa sempre più interessante, ci si aspetta una reazione Samp che, però, non arriva: al 25' Barella sfiora il 2-0 con un traversone da destra, Audero deve compiere un miracolo e lo fa di pugno. 2' dopo Lautaro imbuca Mkhitarian al limite, il quale di poco manca il bersaglio. Seguono poi 2 tentativi al 31' e al 33', con Dimarco e Bastoni che, di pochissimo, trovano il fondo. Non lo trova invece Barella, che infiamma il Meazza e dà segno di essere finalmente tornato alla grande: lancio di Bastoni, serie di tocchi da maestro e terr'aria che spiazza imparabilmente Audero. 4 gol in 5 partite, non serve dire altro per descrivere questo campione. E così si va al riposo.


La moviola di Gianluca Scanu

Serata non troppo rosea per Massimi e i suoi cartellini, molto permissivo l'arbitro di Termoli: al 14' Gabbiadini scaglia un tackle a Dimarco davanti all'IV uomo, nessun provvedimento, c'era punizione e pure ammonizione. Regolare il giallo al 17' a Yepes così come il gol di De Vrij, nonostante ci voglia il VAR per far convalidare il gol a Massimi, e l'ammonizione a Colley per il fallo durissimo su Lautaro al 24'. Discutibile, invece, al 31' un mancato rigore per i nerazzurri: Ferrari travolge Dimarco dopo un tiro, il pallone non era uscito, quindi c'erano rigore e anche ammonizione per intervento in ritardo. Ammonizione (la seconda, con quindi conseguente rosso) che non arriva neanche un minuto dopo per una trattenuta di Yepes su Barella. Giusto, in ripresa, il giallo a Djuricic, ma discutibili i mancati rossi a Verre e - soprattutto - al 16' a Gabbiadini, che piomba con un'azione da arti marziali su Calha: nemmeno il VAR propende per un espulsione evidente. Giusti, infine, i gialli comminati a Bastoni e Vieira


Segnali di ripresa (inutili)

Stankovic, a questo punto, capisce che l'unico modo per tentare una rimonta è cambiare giocatori e schema: dentro Vieira e Verre, e dal 4-2-3-1 si passa al modulo ad albero di Natale rovesciato. Se a inizio ripresa tutto sembra inutile, con l'Inter che continua a bersagliare la Samp di tiri, all'11' ecco la prima occasione ospite: traversone di Bereszynski potentissimo, Onana pare sicuro della presa ma non riesce a trattenere il pallone, che quindi viene allontanato dalla difesa. Il match pare essersi riequilibrato, la Samp ora pre giocare meglio, l'Inter risponde bene e si sa difendere. Di nuovo shock per la banda Stankovic al 28': contropiede micidiale (50 metri in volata) e botta di Correa che spiazza ancora Audero e conferma segnali di screscita in nerazzurro. Solo nel finale rischia di svegliarsi la Samp, e con che occasioni: prima (42') Pussetto sfiora il gol, con Onana che si salva per un avampiede, poi (45'+2') Acerbi rischia l'autogol, ci vuole l'olandese per salvare ncora la porta. E meno male che Inzaghi andava esonerato. Con una foga così, la Beneamata darà noie sicuramente anche a Bayern e Juve. E alla Samp, naturalmente, l'augurio di riuscire a salvarsi.


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