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  • Immagine del redattoreGIANLUCA SCANU

Inzaghi sfata il tabù derby! Lautaro decide di testa, Milan al 4° ko di fila

Altroché reazione post-Supercoppa: i rossoneri in tilt perdono di misura la stracittadina, dominio nerazzurri, un fuorigioco semiautomatico nega la gioia del 2-0 e del ko a una squadra senz'anima e gioco








INTERNAZIONALE 1

MILAN 0

Gol: 34' pt Lautaro Martinez (INT)
 

INTERNAZIONALE (3-5-2): Onana; Bastoni, Acerbi, Skriniar; Dimarco (dal 26' st Gosens), Mkhitarian (dal 36' st Brozovic), Calhanoglu (dal 44' st Gagliardini), Barella (dal 45+4' st Asllani), Darmian; Lautaro Martinez, Dzeko (dal 26' st Lukaku)

A disposizione: Bellanova, Carboni, Cordaz, D'Ambrosio, Dumfries, Handanovic, Zanotti, de Vrij

Ct: Simone Inzaghi

Possesso palla: 64%

Cambi di sistema: nessuno

Baricentro: ALTO (59,9 m)

Ammoniti: Acerbi per fallo, Mkhitarian per proteste

Espulsi: nessuno

 

MILAN (3-5-2): Tatarusanu; Gabbia (dal 35' st Thiaw), Kjaer (dal 41' st Rebic), Kalulu; Hernandez, Tonali, Krunic, Messias (dal 1' st Diaz), Calabria (dal 10' st Saelemaekers); Origi (dal 9' st Leao), Giroud

A disposizione: Adli, Bakayoko, Ballo, De Keteleare, Mirante, Pobega, Vranckx, Vasquez

Ct: Stefano Pioli

Possesso palla: 36%

Cambi di sistema: nessuno

Baricentro: BASSO (45,4 m)

Ammoniti: Gabbia per fallo, Kalulu per fallo, Giroud per fallo, Rebic per fallo, Leao per fallo

Espulsi: nessuno

 

Arbitraggio: principale Massa, assistenti Bindoni-Imperiale, IV uomo Sozza, VAR Mazzoleni, AVAR Fabbri

Note: spettatori 75.584, cielo in buone condizioni, tiri 13-1, falli 13-14, calci d'angolo 8-0, recupero 1' pt-6' st


MILANO


L'ANALISI Di Gianluca Scanu



Supercoppa o campionato, il derby è dell'Inter. Dopo 3 partite di rabbia e furore, la Beneamata torna ad imporsi sui rossoneri in campionato, dominando e trovando col suo gioiello Lautaro il gol della consacrazione. Il Milan chissà cosa ha in mente: i fantasmi delle 3 reti prese in Supercoppa, ancora l'onta della cinquina incassata domenica scorsa col Sassuolo... Possiamo stare qua ad ipotizzare per anni, ma l'unica certezza è che l'Inter c'è e diventa l'unica "anti-Napoli" di questo campionato. Certo, i rimpianti non mancano mai, perché con la grinta messa ieri sera al derby d'andata (e anche in sfide come quelle con Lazio, Roma e Juventus) si starebbe parlando di un'altra storia. Ma intanto, come Lautaro stesso dice: Milano è solo nerazzurra. E il campo lo ha dimostrato.


Dominio nerazzurro. Come mani che impastano il pane o la pizza, così l'Inter schiaccia il Milan nella propria area. Dopo 9' Lautaro ha due occasioni, prima di destro da dentro l'area, poi di testa su cross di Skriniar (ma non doveva essere ceduto a gennaio?). Ci vuole il miglior Tatarusanu a evitare il gol. Il Milan è stordito, l'Inter impegna Tatarusanu, fisicamente e mentalmente, con una pallonata dietro l'altra. E se al 14' Gabbia ferma Dzeko con un pestone giudicato regolare tra le proteste da Massa, solo al 25' si vede un'occasione (neanche tanto tale) rossonera, con Giroud che lavora bene un cross per Messias, peccato che l'ex Crotone lo sprechi controllando male. E' solo un lampo: 32', fallaccio di Kalulu su Lautaro, punizione di Dimarco, Gabbia manda in corner, da esso Calhanoglu trova Lautaro che, di testa, spiazza Kjaer e Tatarusanu, trovando il suo 4° gol nel derby e affossando definitivamente i rossoneri.


Intesa fondamentale. Ad aiutare i nerazzurri è più che altro l'intesa, il gruppo, l'intento di più uomini, contro una squadra che si difende mica male, come dimostra la bella barriera alzata sul tiro di Dzeko al 37', ma attacca tutt'altro che bene: Giroud prova a dialogare coi compagni, come già in altre occasioni, ma non trova assist convincenti, quindi non riesce a mettere l'impronta al match. Per la verità anche Calhanoglu, che pur aveva zittito i suoi ex tifosi dopo il corner del gol, tenta di creare troppo scompiglio, senza precisione, come al 43', quando a difesa sguarnita lancia Dzeko troppo lungo, fallendo il potenziale 2-0.


Tentativi milanisti. Capendo che i suoi sono continuamente schiacciati dai nerazzurri, Pioli prova almeno a rinforzare coi cambi: dentro Diaz e Leao per Messias e Origi, mantenendo il 3-5-2 e provando ad alzare il pressing per intralciare la costruzione dal basso dei nerazzurri. Ma nulla cambia nel secondo tempo: Lautaro continua a divertirsi, stavolta nel ruolo di assist-man, servendo prima Dzeko (1') e poi Dimarco (7'), i quali però non sfruttano gli assist forniti. Dopo l'ingresso di Saelemaekers e un grandissimo tentativo di Lautaro a tu per tu col numero 22 milanista, ecco il primo tentativo di Pioli e compagni: Brahim Diaz supera Bastoni e lascia partire un destro a giro potentissimo, Onana si distende e blocca, ma significa che in un dominio interista il Milan ora ci prova. Altra occasionissima 2' dopo, con Leao che ruba palla a Skriniar e crossa verso Giroud, che controlla male quanto basta per sprecarla e far capire che era tutta un'illusione.


Finale con Lu-La. Inzaghi intuisce che ormai la partita è archiviata, e si permette il lusso di fare entrare Gosens e Lukaku. È il momento che tutti aspettavano: il gigante belga, al 36', prima crossa verso Calhanoglu, che si procura fallo, poi dalla punizione vince il duello con Thiaw e insacca con uno scavino un gol nel derby che segna il suo ritorno in rete dopo 5 mesi dal suo infortunio. Peccato che, nel segnare, il belga atterri Thiaw, sogno sfumato. Così come il 2-0 di Lautaro al 44', per un fuorigioco semiautomatico (che colpisce ancora i nerazzurri, dopo la Supercoppa: sarà forse un caso?). Poco importa, nemmeno il miracolo di Tatarusanu su botta di Lukaku scalfisce l'umore dei nerazzurri, che portano a casa derby e vendetta, nonché il secondo posto solitario, davanti a un Milan che continua la sua caduta nella depressione più totale.

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