top of page
  • Immagine del redattoreGIANLUCA SCANU

Juve, finisce l'era Agnelli: in serata le dimissioni, si dimettono anche Nedved e Arrivabene

SERIE A



Il presidente bianconero si dimette intorno alle 21:30, subito dopo l'ad Nedved e il ds Arrivabene: con loro si conclude la III era Agnelli, durata 12 anni


TORINO

di GIANLUCA SCANU


Tutto in una sera. All'improvviso. Finisce la terza età Agnelli, un'età durata 12 anni, l'ultima finora gestione della stirpe sabauda, all'improvviso e nel giro di pochissimi minuti.

Tutto all'improvviso, al termine di un consiglio straordinario a Vinovo chiesto dal numero 1 e generato dalle contestazioni della Consob sulle plusvalenze, caso scoppiato dopo il coinvolgimento nell'indagine Prisma, aperta dalla Procura di Torino con accusa di falso bilancio, che già due volte ha costretto l'assemblea degli azionaisti a slittare due volte. E alla terza, tutto è andato male, almeno per la dirigenza juventina, che si dimette da cima a fondo e lascia spazio al nulla nell'attesa di un nuovo CdA.


La fine di un'era. 12 anni giunti ai titoli di coda, con l'inizio e la fine che li accomuna: una Juve a zero titoli dall'anno passato, come nel 2010 così oggi. Era il maggio 2010, e mentre l'Inter conquistava la 3a Champions, sogno e ossessione dei bianconeri dal 1996, a Vinovo si consumava l'avvicendamento tra Blanc e Andrea Agnelli, terzo presidente della Juve discendente dalla stirpe sabauda dopo Gianni e Umberto.

Via Secco, Castagnini e la bandiera Bettega, dentro Paratici, Marotta e, anni dopo, Nedved: da lì, un anno buio seguito da un decennio di trionfi in Italia, con 9 scudetti, 5 coppe Italia (4 con double dal 2015 al 2018), 4 supercoppe Italiane e 2 finali di Champions, seppur perse amaramente.

Ma c'è da ricordare anche il bene che Andrea ha fatto, risanando le perdite post-Calciopoli e riportando in alto l'onore della sua Juve, attraverso tre grandi ct e giocatori passati alla storia, che hanno portato un gioco spettacolare e degno della Vecchia Signora, nonché di un calcio italiano che in Europa, dopo il Triplete nerazzurro, sembrava destinato all'eclissi.


Simboli bruciati. Paratici e Marotta, i primi due componenti della nuova triade di Agnelli nel 2010 (GETTY)


Il comunicato. Si legge, al termine della riunione, il comunicato che dichiara la decisione "su proposta del Presidente Andrea Agnelli e onde consentire che la decisione sul rinnovo del Consiglio sia rimessa nel più breve tempo possibile all’Assemblea degli Azionisti, tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione presenti alla riunione hanno dichiarato di rinunciare all’incarico. Per le stesse ragioni, ciascuno dei tre amministratori titolari di deleghe (il Presidente Andrea Agnelli, il Vice- presidente Pavel Nedved e l’Amministratore Delegato Maurizio Arrivabene) ha ritenuto opportuno rimettere al Consiglio le deleghe agli stessi conferite. Il Consiglio ha, tuttavia, richiesto a Maurizio Arrivabene di mantenere la carica di Amministratore Delegato".


Tra i colpi storici. Dopo Pogba, Tevez, Dybala e Higuain, il colpo chiave della carriera: CR7 (GETTY)


Ripartire. Come sempre, dopo l'addio di un consiglio c'è un grande vuoto. E a colmarlo ci sarebbero già i nomi. Anzi, uno, quello di Maurizio Scanavino, un ingegnere sconosciuto ai più classe 1973.

Sconosciuto ai più fino alle 22:00 circa, quando la Juventus prova a fare il primo passo post-Agnelli e nomina il consulente automobilistico come nuovo ds.

Eppure, ha un gran passato alle spalle: a partire dal rilancio della FIAT nel 2004 come brand promoter, per poi essere direttore del marketing della Stampa, direttore generale Publikompass, financo ad del Secolo XIX. E ora ds della Juventus: un piccolo passo per un uomo, si spera un grande passo avanti per la Vecchia Signora.



3 visualizzazioni0 commenti

Comments


bottom of page