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  • Immagine del redattoreGIANLUCA SCANU

La casa di Verstappen non si viola! Max batte Russell, Leclerc terzo posto con errori



Raffica di safety car, ma ciò non ferma Max: vittoria che corona un weekend pazzesco, Ferrari troppo precipitosa si deve accontentare del terzo posto di Leclerc


ZANDVOORT


Come fosse un'invasione medievale al castello del re, il GP di Formula 1 di Zandvoort è appannaggio del padrone di casa. Chi? Ovviamente Max Verstappen, che sempre rifacendoci alla similitudine di prima, ha dovuto difendere casa propria dalle grinfie di un sorprendente George Russell. Una sfida combattutissima, con in mezzo peraltro diverse safety car, sia vere che virtuali, che ha visto il trionfo dell'olandese come da pronostico, al culmine di un weekend da incorniciare. Quarta vittoria consecutiva frutto di concentrazione, ma anche di capacità di cogliere l'occasione di fronte ad una Ferrari anche stavolta deludente.


Corsa a ostacoli

La vittoria dell'olandese, peraltro, è da ricercarsi nella calma mostrata davanti alle avversità di gara: la prima sosta è quella di Tsunoda (Alpha Tauri), quindi segue l'Alfa Romeo di Bottas, situazioni che dunque hanno stravolto la strategia della Mercedes, la quale puntava a fermarsi meno delle due rivali Red Bull e Ferrari. In pista, quindi, a fare un perfetto GP ci sono solo SuperMax, Hamilton e Russell: questi due sono i veri antagonisti di un Verstappen che, tuttavia, dopo avergli lasciato qualche giro di gloria, si riprende e governa fino alla fine la prima posizione. Con la testa apparsa quindi già assegnata, a darsi battaglia sono i due inglesi team Mercedes, Leclerc, Perez, Ocon e Sainz. Ma la Formula 1 sa esser crudele, e anche a Verstappen tocca il pit stop: ne approfitterebbe Hamilton, almeno fino alla curva Tarzan, quella che consacra l'olandese e condanna il sette volte campione al quarto posto dietro al compagno Russell e a Leclerc.


L'uscita decisiva Verstappen all'uscita del box prima del sorpasso definitivo a Hamilton e Russell (GettyImages)

Rossi di rabbia

Fatale alla Ferrari i numerosi errori nei momenti decisivi: come ha dichiarato Mattia Binotto, infatti, è mancata la lucidità e tranquillità in sala regia, che ha portato le rosse a sbandare e, di conseguenza, a mandare a monte le prospettive di vittoria già dai primi giri. Stavolta non c'è stata uscita di scena, le auto erano a posto, pertanto la colpa di questo "5 maggio" di Leclerc e ottavo posto di Sainz è tutta da ricercarsi nella distrazione ai box, la quale costa anche la posizione in classifica generale: infatti, le due Mercedes sono sempre più vicino al podio, rispetto alle Rosse che pagano ancora una volta la grande illusione nata dalla partenza in prima fila. A Monza c'è un barlume di possibilità di tentare l'assalto finale: Binotto e compagni sono avvertiti.

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