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  • Immagine del redattoreGIANLUCA SCANU

La festa scudetto dell'Inter: 350mila tifosi in estasi a Milano, sfilata su due pullman scoperti fino alla serata in Piazza Duomo

#SERIEATIM SCUDETTO INTER LA FESTA

Celebrazione della seconda stella meritata tra i propri supporter, i quali si son presentati in oltre 350.000, poi dalle 21:00 i cori in Piazza Duomo, non senza qualche sfottò contro il Milan

MILANO

Di Gianluca Scanu



Come tutti gli scudetti che si rispettino, pure il nerazzurro andava festeggiato. Bene, così è stato: sono le 14, 32 minuti e 15 secondi, quando Maria Sole Ferreri Caputi, direttore di gara designato del match, ha fischiato la conclusione del match tra i neocampioni d'Italia e il Torino (vinto dai nerazzurri, anche se ciò passa in secondo piano), dando inizio ai festeggiamenti programmati, di fronte ai loro supporter che tanto hanno atteso (oltre 350.000!): si parte da San Siro, lunga parata per le vie di Milano, fino all'arrivo in Piazza Duomo alle 23:00, dove la domenica festiva ha raggiunto il massimo del suo apice. Tra cori, salti, gioia ed emozioni difficilmente dimenticabili dai tifosi nerazzurri che, nel cielo di Milano, vedono tra le nuvole una stella. La loro seconda stella. Non senza polemiche.


Il percorso. I giocatori dell’Inter salutano gli appassionati lungo un percorso di sette ore: terminato il match col Torino, si parte con la festa sotto la loro roccaforte, la Curva Nord 69. Quindi, a bordo dei due classici pullman scoperti, la parata per le vie della città, sotto la folla di supporter, i quali incitano sia a piedi, sia con le loro vetture ovviamente addobbate a festa (colori sociali e scudetto sul tettuccio, vedasi un'ambulanza alle ore 17:17), oltre a un carro carnevalesco con un busto di cartapesta raffigurante Calhanoglu, il giocatore più atteso di questo trionfo doppio, in quanto avvenuto contro gli odiati cugini (peraltro casa del turco fino al 2021). Sul bus, a cavalcioni, i giocatori si rendono ovviamente protagonisti, tra bandiere, striscioni e cori. Striscioni, alcuni dei quali di sfottò verso i rossoneri, in particolare quello di Dumfries, che inveisce contro Theo Hernandez, e uno in viale della Liberazione, dove viene esibita una parodia dell'urlo di Munch raffigurante Pioli con la scritta Psicodramma (con le stelle al posto delle A).

Che gioia. I dettagli della festa scudetto: da sinistra, la festa in Piazza Duomo con i fuochi d'artificio, la folla nel pomeriggio con le bandiere e il bus scoperto con i giocatori (GETTY)


Piazza Duomo ciliegina. Quindi, il passaggio in Viale della Liberazione, Via Manzoni e infine la tanto attesa Piazza Duomo: già dal pomeriggio il vicepresidente Javier Zanetti attendeva nella piazza, sventolando una sciarpa, si era affacciato nella terrazza 21 della piazza principale di Milano. Tra i cori di Federico Dimarco (Milano siamo noi, solo noi) e una mucca nerazzurra, arriva il momento dell'affacciamento dei giocatori sotto la presentazione dello speaker Mirko Mengozzi. Ognuno di essi festeggia con un coro personale, prima dell'alzata del trofeo davanti ai 350.000 supporter pazzi e incontenibili dalla gioia. La festa raggiunge il suo livello più alto, forse troppo: dalle frecciate di Bastoni (a Moscardelli per la frase sul suo Pisa) a quelle di Calhanoglu e Cuadrado, verso le loro ex squadre. Quindi, gran finale con lo show di Barella e le congratulazioni di Lautaro e Inzaghi, con fuochi d'artificio al seguito. Insomma, la festa perfetta di una seconda stella più che meritata.



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