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  • Immagine del redattoreGIANLUCA SCANU

Lukaku è tornato e si vede! Superata la prova di forza Porto, vittoria di misura per i nerazzurri

Un primo tempo di studio, poi le chiavi della vittoria: Otavio espulso, Lukaku va in gol e regala un punteggio importante in vista della sfida di ritorno







INTERNAZIONALE 1

PORTO 0

Primo tempo: 1-0
Gol: 40' st Lukaku (INT)
 

INTERNAZIONALE (3-5-2): Onana; Bastoni, Acerbi, Skriniar (dal 36' st Dumfries); Dimarco (dal 13' st Gosens), Mkhitaryan (dal 27' st Brozovic), Calhanoglu, Barella, Darmian; Dzeko (dal 13' st Lukaku), Martinez L..

A disposizione: Asllani, Bellanova, Carboni, Cordaz, D'Ambrosio, Gagliardini, Handanovic, de Vrij

Ct: Simone Inzaghi

Possesso palla: 60%

Cambi di sistema: nessuno

Baricentro: MOLTO ALTO (68 m)

Ammoniti: Dimarco per proteste

Espulsi: nessuno

 

PORTO (4-4-2): Diogo Costa; Sanusi, Marcano, Pepe, Joao Mario (dal 45+2' st Borges); Uribe, Grujic, Galeno (dal 6' st Evanilson), Otavio; Pepé, Taremi (dal 38' st Wendell)

A disposizione: Eustaquio, Namaso, Conceicao, Martinez T., Ramos, Carmo, Folha, Cardoso, Franco A.

Ct: Sergio Conceicao

Possesso palla: 40%

Cambi di sistema: dal 6' st 4-2-3-1, dal 39' st 5-3-1

Baricentro: BASSO (49,3 m)

Ammoniti: Otavio per proteste, Pepé per fallo

Espulsi: al 33' st Otavio per somma di ammonizioni

 

Arbitraggio: principale Jovanovic, guardalinee Stojkovic-Mihajlovic; IV uomo Simovic


MILANO

L'ANALISI Di Gianluca Scanu



Chiediamo tutti scusa a Lukaku. Almeno, chi lo criticava fino a sabato sera, e chi aveva dubbi di farlo giocare in un match così importante. Disinnescato il Porto, che non vedeva sconfitta da 10 partite, e ipotecato il passaggio ai quarti anche se esso stesso si deciderà il 14 marzo a Oporto. Come da copione, una partita combattuta, il Porto ha cercato d'infliggere l'ennesima beffa in Italia, come già accaduto con Roma e Juventus, ma due protagonisti (positivo e negativo) hanno invece fatto sì che, per ora, si sfatasse il tabù dei lusitani, che sullo stivale avevano sempre segnato un gol: essi stessi sono Onana, miracoloso in almeno 2-3 occasioni blues, e Otàvio, che si fa ingenuamente espellere a metà ripresa. A ciò aggiungiamo la ciliegina Big Rom, che toglie incertezze e regala un gol che vale vittoria e sicurezza in occasione del difficilissimo match del Do Dragao del 14 marzo.


Pressing. Come ci si aspettava, quindi, l'inizio di partita arride ai lusitani: 4-4-2 di schema, Otàvio parte come trequartista e non come mezzala, e prova a creare scompiglio nell'area nerazzurra con Pepé e Taremi, trovando però la respinta di una difesa nerazzurra sempre più sicura di sè stessa e con uno Skriniar non più orientato ai soldi di Parigi, ma alla causa. I nerazzurri, tuttavia, a differenza dell'anno scorso col Liverpool, non vanno in palla, e cercano di costruire lanciando la punta Dzeko, preferito a inizio match proprio a quel Lukaku che sarà decisivo. Il bosniaco, però, inizialmente non si fa notare, lasciando che Lautaro crei la prima occasione al 13': cross di Dimarco, zuccata del toro di fronte, pallone alto di pochissimo. Al 19' ecco confermarsi Calhanoglu: tiro-cross da sinistra, Costa fa un miracolo in corner, da cui non succede nulla, occasione sfumata.


Bentornato, Big Rom! Il gol-consacrazione di quest'anno, finora, di Lukaku (Sky Sport)


Sfortuna Porto. In un momento di pressing Inter, nonché di nervosismo di Conceicao nel gestire il match (beccandosi pure un richiamo), il Porto prova a costruire, dapprima fermando Barella al 26', e poi sfiorando il gol dal limite al 27' con una botta tanto, troppo, potente di Grujic, pallone alto. Ma la sfortuna sottoporta del Porto non è frutto solo dell'imprecisione: al 36' è Onana a rivelarsi miracoloso nel salvare la porta nerazzurra su rigore in movimento di Grujic, servito da un buon tacco di Taremi.

Al 39' un contatto tra Galeno e Darmian per poco non causa la frittata portoghese: l'Inter chiede rigore, il VAR lo nega, Darmian si azzuffa con Otavio, ammonizione a entrambe. Da par suo, prova il collega Dimarco a regalare un altro brivido, al 3' di recupero: punizione per mano di Zaidu, assist a Bastoni perfetto che, di testa, si fa mandare in corner prima del duplice fischio.


Cambi decisivi (?). Nessun cambio, a inizio ripresa, e ancora Darmian protagonista al 2': tiro a giro, Diogo Costa attento in presa alta. Al 6' la prima sostituzione, la fa il Porto: fuori Galeno, in difficoltà muscolari, dentro Evanilson, schema che passa al 4-2-3-1, con Pepé a reggere il peso dell'attacco davanti al neoentrato, Otàvio e Taremi. E' ancora botta e risposta, al 7': Barela chiama con un velenoso diagonale, Taremi risponde con una conclusione angolata, spazzata via da Onana. Lo stesso portiere salva 2 volte al 12', prima su Zaidu, poi su Taremi, in offside.

Inzaghi prova a innestare la quinta e prova le prime carte del cambio: dentro Lukaku e Gosens, e pressing asfissiante.


Rosso e gol. A questo punto il Porto piomba nel nervosismo: nel giro di 15', ammonito Pepé per un pesante fallo su Calhanoglu, poi espulso Otàvio per uno sgambetto (sempre all'ex Milan, ndr). Mentre Conceicao cambia schema e passa al 5-3-1, Lukaku ne approfitta e accende San Siro al 41': cross di Barella, colpo di testa del belga, traversa, tap-in e gol, 1-0. Brozovic chiede di mantenere la calma e di pensare a giocare per il secondo gol: corner, girata di Lukaku sul secondo palo, Costa salva i suoi di faccia. Il Porto non c'è più, se non cercando almeno un corner al 1' dei 4' di recupero con Grujic, ma Gosens lo manda sul fondo. Dopo 3' di poco e nulla, finisce il match e si aprono le porte per i quarti: il 14 marzo, per Inzaghi, sarà il giorno del giudizio.


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