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  • Immagine del redattoreGIANLUCA SCANU

Milan, che lezione a Napoli! Colpo grosso alla capolista e sorpasso all'Inter, 4-0 senza storia

IL MATCH DEL GIUDIZIO

Pesante stop dei partenopei, i rossoneri tornano alla vittoria dopo 3 partite. Spalletti trema: Lazio a -16 e diavoli a -20, e lo scudetto non dovrebbe essere ancora così sicuro







NAPOLI 0

MILAN 4

Primo tempo: 0-2

Gol: 17' pt Leao (MIL), 25' pt Diaz (MIL), 14' st Leao (MIL), 22' st Saelemaekers (MIL)

 

NAPOLI (4-3-3): Meret; Rui, Kim (dal 37' st Jesus), Rrahmani, Di Lorenzo; Zielinski (dal 23' st Ndombélé), Lobotka (dal 23' st Elmas), Anguissa; Kvaratskhelia, Simeone (dal 22' st Raspadori), Politano.

In panchina: Demme, Gaetano, Gollini, Marfella, Oostigard, Zedadka, Zerbin

Ct: Luciano Spalletti

Possesso palla: 61%

Cambi di sistema: dal 23' st 3-4-3, dal 37' st 3-5-2

Baricentro: ALTO (61,3 m)

Ammoniti: Lobotka per fallo

Espulsi: nessuno

 

MILAN (4-2-3-1): Maignan; Hernàndez, Tomori, Kjaer, Calabria; Tonali, Krunic (dal 38' st De Ketelaere); Leao (dal 29' st Origi), Bennacer (dal 38' st Bakayoko), Giroud (dal 29' st Rebic).

In panchina: Adli, Ballo-Touré, Florenzi, Gabbia, Mirante, Pobega, Thiaw, Tatarusanu, Vranckx

Ct: Stefano Pioli

Possesso palla: 39%

Cambi di sistema: nessuno

Baricentro: ALTO (59,9 m)

Ammoniti: Krunic per fallo, Giroud per fallo

Espulsi: nessuno

 

Arbitraggio: principale Rapuano, guardalinee Giallatini-Perrotti, IV Uomo Doveri, VAR Di Paolo, AVAR La Penna

Note: tiri totali 20-14, falli 11-9, calci d'angolo 10-4, fuorigioco 0-1, recupero 4' pt-2' st


NAPOLI

L'ANALISI Di Gianluca Scanu



Pioli è tornato on fire. Destino vuole che, dopo tante batoste con squadre inferiori e stazionanti sotto in classifica, la beata speranza si compia nel match più difficile della stagione, dove l'esito pareva scontato. L'anno scorso ricordiamo, similarmente, che l'Inter da campione in carica fece un'impresa simile, con la Juventus, quando risultato e campionato parevano decisi. Oggi, come allora, il Milan compie la stessa impresa, da campione in carica: non dite che il campionato sia già deciso, perché ci sono ancora 9 giornate, tutte da gustare, e i punti di distacco del Napoli (che già sta preparando la festa, forse non avendo imparato niente dalla scaramanzia del passato) dalle inseguitrici non son così tanti per stare sicuri, soprattutto dopo le risposte dagli scontri diretti con esse stesse.


La maledizione di Osimhen. D'altronde si sapeva che la sfida, per il Napoli, sarebbe stata una maledizione da sfatare. Anzitutto perché i 2 precedenti al Maradona, o se preferite San Paolo, arridono al Milan, pertanto la paura di una ripercussione. E soprattutto l'assenza di Osimhen e della sua maschera che, al 99% delle volte, ai partenopei quest'anno ha portato fortuna ai partenopei. Ma, aldilà delle ipotesi fantasiose e tipiche della scaramanzia, nessuno può ipotizzare una maledizione quando Simeone spreca a porta vuota dopo aver dribblato con un gran numero Tomori. Nulla può il fato quando Kvaratskhelia ha il braccino e non riesce a impensierire Maignan. Il Milan, dal canto suo, ha il pregio di ragionare e, soprattutto, di approfittare delle occasioni, oltre che di mettere un orgoglio con testa e cuore.


Il gol consacrazione. Saelemaekers spiazza Meret sotto le gambe per il 4-0. Notare la maschera di Osimhen addosso al portiere francese (ANSA)


Dominio Milan. I campioni d'Italia dettano quindi il gioco, e trovano la conferma di essere in serata di grazia al 17':Diaz salta Lobotka, lancio per Leao che, a tu per tu con Meret, mette a segno un pallonetto morbido che vale il vantaggio. Il Napoli è in tilt e non riesce a farsi più avanti della propria metà campo, altro che creare occasioni per la reazione. E così, al 25', arriva il raddoppio dei rossoneri: manovra corale della squadra, cross di Bennacer dalla sinistra, Diaz stoppa e piazza, di mancino, sotto la traversa. Il Napoli si sveglia solo allora, ma le occasioni da fuori area di Lobotka e Zielinski non impensieriscono appieno Maignan, che riesce a far suo il pallone. Degno di nota il nervosismo, invece, che fa vittime del giallo Giroud e Lobotka, con falli che fano capire quanto sia alta la tensione.

 

La moviola

Direzione piuttosto discreta dell'arbitro Rapuano in un match delicatissimo. Gol valido, quello di Leao al 17', non c'è offside da parte di Diaz nell'avvio all'azione. Giuste anche le decisioni al 19' e al 21', quando non assegna fallo a Hernandez, ma dubbio non ammonire l'esterno francese per la reazione a muso duro su Politano. Al 24' manca un fallo evidente di Kim su Bennacer, Pioli lo fa notare a Rapuano che lo ammonisce per qualche parola di troppo. Giuste le decisioni di ammonire Giroud, di non assegnare tocco di mano a Kjaer (dopo il controllo al VAR) e del giallo a Lobotka, ma inspiegabile non assegnare un fallo evidente di sbracciamento a Leao su Politano al 43'. Infine, al 63', azzeccata la decisione di assegnare fallo tattico a Krunic, reo di aver sgambettato su Politano lanciato verso la porta
 

Illusione e volo. Niente cambi, a inizio ripresa, ma qualche sprazzo di combattimento in più: ne dà prova l'occasionissima che Kim ha al 10' : tiro dal fondo direttamente in porta, Maignan e Kjaer devono fare un miracolo per evitare la beffa. Dura poco, però, quest'equilibrio, dao che al 14' arriva il terzo gol del Milan: contropiede di Tonali contro Lobotka, scavino per Leao, vittoria nel duello con Rrhamani e pallone che finisce sotto la traversa. Neanche il tempo di cihiedersi cos'è accaduto, che arriva il 4-0 definitivo: percussione solitaria di Saelemaekers che salta divesa e Meret, bruciandolo sotto le sue gambe.

 

Il personaggio ai raggi X

RAFAEL LEAO

Palloni giocati: 39

Tiri in porta 2

Tocchi per zona: 15 fascia destra, 4 in area di rigore, 8 dal limite


 

Rivoluzione Spalletti. Il ct azzurro, a questo punto, capisce che l'unico modo è cambiare giocatori e schema: dentro Lozano e Ndombelé, e schema che passa temporaneamente al 3-4-3, che tuttavia pare non funzionare davanti al dominio Milan con Saelemaekers he per poco non trova il 5-0. Allora ecco un altro cambio di schema: riecco il 3-5-2 che tiene al primo posto i partenopei, con gli ingressi di Juan Jesus e Raspadori per i deludenti Kim e Simeone. Pioli risponde con con gli ingressi di Origi, Rebic, De Keteleare e Bakayoko. A Pioli sì che va tutto bene: riesce a salvare il risultato, anche se il Napoli prova almeno la reazione d'orgoglio, che mai arriva e lascia in eredità un 4-0 che, ora come ora, inizia a mettere qualche punto interrogativo sullo scudetto già sicuro a gennaio.

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