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Mura roccioso ad Arborea... ma non è il capitano del Pavone! Vittoria nei 10 km, a secco i Guerrieri

Giuseppe Mura della Libertas Campidano domina Raciti e Aru nei 10 km e va a vincere il titolo di cross lungo; tra i giovani vincono Nuvoli, Cossu, Giulia Carta e Nicole Scalas. Giornata in chiaroscuro per i Guerrieri del Pavone: beffa Pala nei 3 km, Mura si fa male a poco dalla fine dei 6 km

La partenza degli esordienti B (Foto di SARDEGNA FLORIS/Sardegna)


ARBOREA

Di Gianluca Scanu



Non capita tutti i giorni di correre in una pineta vicino al mare, ancor meno capita di correre in una pineta adiacente la marina di Arborea. Ci si avvicina alla fine delle gare campestri per quest'anno (ancora 2 tappe in programma, ovvero San Giovanni dei Fiori e Samassi, ndr), ma le sorprese sono l'unica cosa che non finiscono, sia in positivo, che in negativo. Oltre che le gioie meritate, come quelle dei trionfanti Giuseppe Mura ed Elisa Spazzafumo, imperatori della categoria Senior, e alcuni dolori (anche fisici) come da regole dello spettacolo. Dall'esperienza senior di Bernardo Pischedda (SM 75) e Caterina Miscali (SF60), dalle vittorie dei seniores Aru, Chessa, Palmas e Giovanna Cossu, alla gioia di Gesuino Bussu tra gli over 60, una giornata che dev'essere d'esempio anche per i giovani corridori. E, in qualche modo, lo è stata.


Un Mura vince, l'altro... Il junior Giuseppe Mura, infatti, è tra i primi a farlo capire: netta vittoria nei 10.000 metri, precedendo un avversario tenace e resistente quale Davide Raciti, che da par suo è l'unico vero pensiero dell'atleta della Libertas Campidano, almeno al primo giro di gara, e porta grande onore ai Guerrieri del Pavone, in una giornata da "vorrei, ma non posso". Detto da un Matteo Mura protagonista di una delle sue peggiori giornate: partito come favorito per i 5000 metri, a una settimana dalle nazionali a Gubbio, il classe 2007 interrompe bruscamente la sua gara a quasi 1000 metri dalla fine, a causa di un inatteso crampo alla coscia destra. Una disperazione, per Mura, partito carico e sicuro di fare bene, che dovrà durare poco: domenica, in Umbria, c'è una gara nazionale da affrontare. C'è da rialzarsi e, quindi, dimenticare Arborea


Il dramma del capitano. Matteo Mura, 15 anni, favorito per i 5000 metri allievi, sdraiato a causa di dolore da crampo occorso alla coscia destra (foto ed evidenziazione del sottoscritto. Non è ammessa la ripubblicazione, senza il consenso dell'autore, ndr)


Guerrieri al tabù. Ma Mura non è l'unico caso di beffa. Oltre al già citato Raciti, il cui secondo posto, se vogliamo, vale una vittoria con un grande avversario, c'è un'altra beffa da digerire per Marco Sanna: è quella di Elia Paskale Pala, altro in vetta (nei 3000 metri) che partiva tra i favoriti e invece viene sorpassato a 100 metri dalla fine da Sebastian Cossu (Podistica San Gavino). Con Bruno Piergiovanni classificatosi 9° in tal specialità, chiudendo peraltro con un allungo da centometrista, la gara dei 5000 metri è vinta così da Antonio Nuvoli (Oschiri), davanti a Fabio Foddis (Valeria) e Daniele Schirru (Elmas).



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Altri risultati. In categoria femminile si registra la vittoria di Giulia Atzeni (Valeria) nei 1000 metri ragazze, e di Nicole Scalas (Valeria) nei 2000 metri cadette, mentre nei 4000 metri fa ben figurare Giulia Carta (Isolarun), domando Martina Niedda (Shardana Sassari) e Michela Carboni (Villacidro). C'è anche chi gareggia da solo o quasi, come Daniela Muscente (Dinamica), la quale vince i 6000 junior nella gara contro la sola Giulia Porcu (Orani), o addirittura Lorenzo Marras, costretto a correre contro sè stesso (San Gavino) gli 8000 junior. Degna di nota, infine, la vittoria di Elisa Spazzafumo (Elmas), la quale si conquista peraltro il titolo assoluto di tale specialità.

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