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  • Immagine del redattoreGIANLUCA SCANU

Non dire Gatti se non ce l'hai nel sacco! L'Inter con un autogol vince il derby d'Italia, Pavard propizia il golden gol di Gatti

#SERIEATIM INTER INARRESTABILE

Una deviazione del difensore ex Frosinone regala all'Inter la vittoria: Inzaghi resta imbattuto e vola a +4 con una partita in meno, per la Juve seconda sconfitta un punto in 2 partite




INTERNAZIONALE 1

JUVENTUS 0

Gol: 37' pt Gatti (JUV(autogol))

 

INTER (3-5-2): Sommer; Pavard, Acerbi, Bastoni (44' st De Vrij); Darmian (28' st Dumfries), Barella (44' st Klaassen), Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco (28' st Carlos Augusto); Thuram (32' st Arnautovic), Lautaro.

PANCHINA: Di Gennaro, Audero, Bisseck, Sensi, Frattesi, Buchanan, Asllani, Sanchez.

CT: Inzaghi S.

AMMONITI: Thuram per fallo, Mkhitarian per fallo, Inzaghi per proteste

ESPULSI: nessuno

CAMBI DI SISTEMA: nessuno

 

JUVENTUS (3-5-2): Szczesny; Gatti (43' st Alex Sandro), Bremer, Danilo; Cambiaso (43' st Miretti), McKennie (45' st Alcaraz), Locatelli, Rabiot, Kostic (21' st Weah); Yildiz (21' st Chiesa), Vlahovic.

PANCHINA: Pinsoglio, Perin, Rugani, Djaló, Nicolussi Caviglia, Nonge. CT: Allegri

AMMONITI: Vlahovic per proteste, Danilo per fallo, Bremer per fallo

ESPULSI: nessuno

CAMBI DI SISTEMA: nessuno

 

Arbitraggio: principale Maresca; assistenti Carbone-Giallatini; IV Uomo Doveri; VAR Irrati, AVAR Di Paolo.

Note: spettatori 75.574, incasso 6.296.245€; cielo sereno, terreno in buone condizioni; tiri 15-12, falli 8-8, offside 0-0, corner 6-4, recupero 1' pt-5' st


📍MILANO

L'ANALISI Di Gianluca Scanu



Il famoso detto dell'Uomo Gatto di Sarabanda oggi più che mai si fa verbo. Con qualche variazione, dato il cognome del dodicesimo in campo dei nerazzurri, l'ex Frosinone Federico Gatti. A settembre il classe 2001 bianconero aveva firmato un autogol decisivo nella prima sconfitta stagionale dei sabaudi, quella per 4-2 contro il Sassuolo: già questo è un segno preoccupante, confermato dalla sconfitta di ieri sera nel match dei match. Diciamocelo, poi: la Juve non ha impensierito poi così tanto l'Inter, a dire il vero. No, affatto: i nerazzurri hanno tenuto costantemente il pallino del gioco, forse merito anche della confusione tattica che ha lasciato molti buchi in difesa, permettendo molte penetrazioni ai nerazzurri, ma anche del troppo gioco in contropiede, penalizzato da un Vlahovic anonimo che non ha inciso come ci si aspettava. Segno che i nerazzurri sono definitivamente maturati per conseguire l'obiettivo primario, lo scudetto, segno che gli scontri diretti non son più bestie nere per Inzaghi. Segno che, ora, il destino è in mano ai nerazzurri.


Aspettativa e realtà. Sulla carta le formazioni avrebbero dovuto giocarsela alla pari: entrambe le formazioni schierano lo stesso schema, il 3-5-2 che li caratterizza. D'altronde, entrambi hanno una cosa in comune, ossia l'obiettivo scudetto, e per giocarsela alla pari non c'è niente di meglio che mettere il proprio schema. C'è però una differenza: mentre l'Inter gioca di possesso palla, oltre che buona parte del primo tempo in attacco, i bianconeri vanno di contropiede, affidando la mossa a McKennie, Vlahovic e Yildiz, gli specialisti in tal senso.

L'attacco dell'Inter è più prolifico, cui si aggiunge al 17' un Dimarco servito da Pavard, girata di destro di poco fuori. Nell'azione seguente i bianconeri mostrano nervosismo, con Vlahovic che in un corpo a corpo con Acerbi reclama il fallo, parlando troppo e beccandosi giallo.

Se è vero, poi, che il gioco di Allegri è basato principalmente sulla difesa, allora ci vuole il miglior Bremer a salvare il risultato al 25', su destro di Thuram lasciato solo dalle "guardie" bianconere.

 

▶️La moviola

Direzione buona da parte del direttore di gara Maresca. Primo episodio all'8', quando Vlahovic sgambetta su Pavard, ma non particolarmente: richiamo verbale, scelta giusta. All'11' ci deve pensare Barella a correggergli un errore: Gatti chiude sul sardo, che manda fuori. Rimessa originariamente assegnata all'Inter, ma a togliere dubbi ci pensa il centrocampista che ammette il suo tocco. Giusta ammonizione al 19', quando Vlahovic atterra Acerbi non particolarmente. Nella protesta, infatti, il serbo urla a Maresca "che ca**o fischi 4 volte?", giallo giusto.

Corretta la punizione al 29' per la Juve, causa un tocco di mano di Lautaro su cross da destra di Dimarco, quindi il giallo a Danilo per l'aggressività su Thuram, e infine quello somministrato a Mkhitarian per intervento da dietro su Rabiot.

Dubbio al 35' del secondo tempo: Bremer colpisce sulla spalla Thuram in area, arrivato comunque scarico al momento del contrasto. Sarebbe stato bene osservare il VAR in tal caso. Giuste infine le ammonizioni per Thuram e Bremer per i loro falli

 

Fino alla... frittata. L'unica occasione che il gioco di contropiede allegriano porta ai bianconeri è al 32': percussione di McKennie, Vlahovic prende tempo, troppo, Pavard intuisce e anticipa. Lo stesso Pavard che capisce che un gol puà risultare decisivo: siamo al 37', rovesciata del francese ex Bayern Monaco, il difensore classe 2001 cerca di anticipare di petto ma devia nella direzione sbagliata: autogol di fronte a uno Szczesny pietrificato, con un probabile tocco di mano di Dumfries, Inter in vantaggio.

Lì per lì qualcuno direbbe che è bene segnare il raddoppio per mettere al sicuro il risultato. E l'Inter ci va pure vicino, con Calha che al 13', su rimessa da destra, si fionda ma sfiora solo il palo esterno.

SEMPRE TU, GATTI! Lo stop di petto accidentale del classe 2001 (GETTY)


Riscatto mancato. Reduce dell'autogol, Gatti cerca di rimediare: salvataggio al 14' su Lautaro, con un intervento in scivolata che nega la gioia del gol all'argentino. I bianconeri provano ora a pressare ed attaccare, con Yildiz e Rabiot che però non impensieriscono particolarmente Sommer e soci. Allegri va di cambi: fuori il turco e il deludente Kostic, dentro Chiesa e Weah per dare più qualità al gioco in fase offensiva. Sempre Gatti, al 21', su suggerimento dell'americano, fa partire un bell'effetto che non va oltre il secondo palo. E' solo un illusione: Szczesny deve salvare la porta poco dopo, complice una combinazione Dimarco-Barella che sulla carta risulterebbe vincente. Inzaghi ci crede e prova a portare a casa la vittoria: dentro Carlos Augusto, Dumfries e Arnautovic per Dimarco, Darmian e Thuram. L'unica nota negativa nei nerazzurri è proprio l'ex Bologna, che prova al 42' su contropiede, facile preda del polacco, ma poco importa: l'Inter vola a +4 e resta imbattuta coi bianconeri come nel 2021-2022, la Juve deve fare mea culpa e rialzarsi, perché il campionato è ancora lungo e, nel bene o nel male, tutto può succedere.


 

Supersintesi #rafficagol

In aggiornamento
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