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  • Immagine del redattoreGIANLUCA SCANU

Roma, grazie lo stesso! Il Siviglia prevale ai rigori, non basta Dybala, suicidio con Mancini

La Joya illude, un colpo di tacco accidentale di Mancini regala il pareggio agli spagnoli, che ai rigori son perfetti, a differenza dei giallorossi

SIVIGLIA 5


ROMA 2


Tempi regolamentari/supplementari: 1-1


Gol: tempi regolamentari 34' pt Dybala (ROMA), 10' st Mancini (ROMA(aut)); rigori Ocampos gol, Cristante gol, Lamela gol, Mancini parato, Rakitic gol, Ibanez palo, Montiel gol


SIVIGLIA (4-2-3-1): Bounou; Telles (dal 5' pts Rekik), Gudelj (dal 23' sts Marcao), Badé, Navas J. (dal 5' pts Montiel); Rakitic, Fernando (dal 24' st Jordan), Gil (dal 1' st Lamela); Torres (dal 1' st Suso); Ocampos, El-Nessiry


Ct: Mendilibar


 

ROMA (3-4-2-1): Patricio; Ibanez, Smalling, Mancini; Spinazzola (dal 1' sts Llorente D.), Matic (dal 15' sts Bove), Cristante, Celik (dal 1' pts Zalewski); Pellegrini (dal 1' sts El Shaarawy); Dybala (dal 23' st Wijnaldum), Abraham (dal 30' st Belotti)


Ct: Mourinho


BUDAPEST


L'ANALISI Di Valentino Mela (inviato in Ungheria)


Lacrime e onore. Ecco cosa resta alla Roma, la quale deve arrendersi ai rigori contro il Siviglia nella partita più importante, quella che decide l'Europa League. Sì, ricca di emozioni, ma anche disguidi arbirtrali che hanno portato ai rigori, fatali per Mourinho e decisivi per gli spagnoli.

Grande quantità di occasioni, i capitolini hanno provato a vincere la Coppa attesa da quell'occasione del 1991, ma nulla da fare: il Siviglia si dimostra ancora una volta una grande squadra che, nonostante abbia subito diverse volte gli attacchi e il pressing alto dei giallorossi, andando in tilt in alcune occasioni ha sollevato meritatamente il trofeo per la 7a volta nella sua storia e si è assicurata un posto in Supercoppa UEFA.


Anello debole e consolazioni. Complice di questa sconfitta, per la Roma, senz'altro è stata la poca esperienza giallorossa nelle finali, soprattutto in fase difensiva, ma non si può non dare le colpe anche a un arbitraggio abbastanza discutibile in molte circostanze, in cui l'arbitro Taylor è risultato incapace e poco lucido di gestire quel tipo di situazione è una partita con grande intensità. Questa sconfitta, di certo, non deve assolutamente andare a influire sullo straordinario percorso che ha fatto la Roma, dimostrando di esser maturata sotto molti punti di vista, soprattutto nella mentalità, tanto da sfiorare un'impresa con uno squadrone come il Siviglia. Ma il cambiamento dei Giallorossi è opera di ancora una volta un grande Jose Mourinho che ha preso questa squadra nelle sue mani e con le sue capacità tattiche e tecniche ha riportato nuovamente la Magica tra le grandi d'Europa dopo tanti anni.


Il match. Mvp del percorso della Roma in questa competizione è senz'altro Dybala che arrivato a Roma si è fatto subito amare che comunque ieri nonostante la poca condizione fisica ha quasi deciso la partita con il suo 5 gol nelle ultime 1 1 partite: recupero di Mancini a centrocampo, verticalizzazione per l'ex Juventus che, di piatto mancino (che coincidenza) spiazza Bounou per l'1-0.

Prima occasione, dopo solo un episodio degno di nota (un presunto fallo di Gudelji su Abraham, negato dal VAR), primo gol, ma il Siviglia non si arrende, e già al 42' Telles sfiora di testa il gol, mandando alto. Dybala, prima del fischio finale, sfiora il 2-0 con un palo pieno, di cui a posteriori dovrà mangiarsene le mani.

Il pareggio è solo rimandato: nella ripresa Mou mantiene l'11 iniziale, Mendilibar scatena Telles e Suso.

Ma dove non arrivano loro, arriva Gianluca Mancini al 10': cross di Ocampos, tocco di tacco accidentale del difensore che sembra un passaggio, ma invece è un assist clamoroso agli andalusi per l'1-1.


Nervosismo e rigori. Mancini come Lukaku, sempre col Siviglia (nel 2020), sempre autogol, e la Roma si trova a dover inseguire.

E anche a dover fare i conti col dubbio arbitraggio di Taylor: al 14' Ocampos atterra Smalling con uno sgambetto, tutto regolare, mentre Rakitic al 20' atterra Cristante che ottiene l'ammonizione del croato e la punizione, ma anche un dubbio giallo per proteste.

E se Abraham sfiora il 2-1, palo, al 30' il Siviglia pare procurarsi un rigore: possibile sgambetto di Ibanez su Ocampos, ma se non fosse per il VAR, sarebbero stati brividi e gelo per Mourinho e compagnia.

Non visto poi un fallo di mano di Telles in area, e tanta grazia a Rakitic per uno sgambetto a Ibanez (meritava il doppio giallo).

Ma aldilà degli episodi è chiaro che ci vogliono i rigori per segnare: Belotti al 37' manda di pochissimo fuori, o meglio, finisce in corner (non dato) da pochi passi grazie a un tempestivo Bounou, mentre al 5' di recupero è il Siviglia a mangiarsi il mangiabile, con una triplice occasione in mischia.

Si va ai due supplementari, che regalano solo una girandola di cambi e un'occasione a Smalling, di testa al 5' di recupero del secondo supplementare, fuori di poco.

I rigori, quindi, son la lotteria definitiva: se Cristante illude con una botta alla sua maniera, solo il Siviglia è perfetto, con Ocampos, Rakitic, Lamela e Montiel che spiazzano Rui Patricio, mentre nulla da fare per Mancini, da oggi "il suicida" e Ibanez. Siviglia batte Roma 5-2 e conquista la sua settima Europa League della storia


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