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Società, cultura e comunicazione: gli orizzonti del Welfare culturale in università e giornalismo

#ALDILADELLATRIBUNA

I valori sociali della cultura spiegati tramite l'esposizione di collaboratori del settore secondario e terziario, oltre che della politica: l'ultima giornata del maggio della comunicazione 2023 sottolinea come l'ateneo sia un edificio di servizio

SASSARI

Di Gianluca Scanu


E' necessario che un'istituzione abbia sempre un rapporto economico-finanziario con le grandi aziende? O semplicemente deve comunicare, sentendo semplicemente il fabbisogno culturale e rispondendo alle esigenze del territorio?

E' questo il tema dell'ultima giornata del 2023 del Maggio della Comunicazione, intitolato "Società, Cultura e Comunicazione" e presieduta dal giornalista Giacomo Mameli e tenuto a battesimo dal Rettore dell'Ateneo Gavino Mariotti, il quale ha peraltro avuto modo di contestare (giustamente) la scarsa affluenza, da parte degli studenti per tali motivi, ad un evento di cotale importanza.

Non è, infatti, un incontro con un disc-jockey radiofonico o con un medico palliativo, i quali seppur espongono temi di grande rilevanza, son meno vicini a quel che il corso universitario vuol dare: la comunicazione, attraverso la cultura e la società nei suoi vari tipi.

D'altronde, per chiudere in bellezza una grande stagione del Maggio della Comunicazione, c'è bisogno di riflettere sulla preziosità del territorio, e su come si diffonde la cultura e la comunicazione in esso stesso, perché è proprio da queste azioni che si crea il senso stesso di società.


Bellezza ma socievolezza. Creandola, si unisce il pianeta nei suoi spazi, culture e, soprattutto, progresso. E' questo che sostengono la presidentessa del corso di comunicazione pubblica e professioni dell'informazione Romina Deriu e il direttore del DISSUF Valeria Panizza, decantando il vero senso di questo magico mestiere.

Assieme alla bellezza, ovviamente, fattore più volte ripetuto dalla professoressa Deriu e promosso tramite la trasmissione di uno speciale Tg1 - Cronache Italiane del 1981 riguardante la connessione artistico-sociale, tramite nastri azzurri, del paese di Ulassai (NU), luogo fattosi notare per l'opera di restaurazione e ri-valorizzazione di tale Maria Lai.


Trinomio. Società-cultura-comunicazione. Chissà perché questo tridente è importantissimo.

Un tridente legato sicuramente quanto un tandem d'attacco della Juventus costituito da Higuain-Dybala-Ronaldo, ma per un motivo semplice: la comunicazione è alla base della vita, ma per utilizzarla al meglio è necessario avere cultura e diffonderla per creare la società.

Il livello più elevato a tal senso è il concetto di Welfare, ovvero un produttore di iniziative pratiche, basate su precisi obiettivi e sul dibattito contemporaneo tra le varie comunità (servizi e processi per rispondere ai bisogni sociali). Roberta Paltrinieri, docente del DAMS di Bologna, ha esaltato questo trinomio descrivendolo sotto le dimensioni culturali e collettive, e soprattutto sulla capacità di attualizzazione delle tradizioni, elemento fondamentale per la cultura odierna e per l'innovazione.


Interrogativi. Tante le domande che, in quest'ambito, ci facciamo: per esempio, è necessario conoscere per creare? L'ignoranza è innocente o colpevole? Lo stop al consumo del suono è benefico? La cultura è di destra o di sinistra? Tutte domande tratte dall'opera Fatti non foste come viver bruti, trattante la parità di genere e l'indipendenza della cultura dalla politica, fatto sottolineato dalla giornalista e docente universitario Antonietta Mazzette.

Ma il tema del welfare culturale è stato posto, dal professore del DAMS Marco Castrignanò, alla pari della necessarietà di viaggiare dovuta alla troppa distanza tra i paesi e i grandi servizi che fan di essi meta turistica. Il professore, nel trattare questo tema, ha fatto quale esempio Bologna, la quale è ricresciuta grazie alle istituzioni e al lavoro determinante delle amministrazioni culturali.


Welfare contenitore. Diversi aspetti, poi, si son toccati a proposito del welfare: dall'aspetto archeologico, tenuto dal prof. Marco Milanese, sui vari tesori quali sono i primi manufatti artistici al mondo, a quello sociologico-ambientale, sotto l'aspetto del consumo della cultura dall'occhio ecosistemico, ossia "come un presupposto della valenza sociale-politica".

Il nostro, quello giornalistico, è stato sottolineato dalla giornalista de La Nuova Sardegna Daniela Scano, la quale ha definito quanto esprimersi nella vita è fondamentale, dalle scuole al lavoro, e qua si ritorna al discorso del trinomio di cui sopra.

Segue poi il collegamento letterario (Aldo Addis), educativo-mediatico (Giampiero Branca), interattivo (Sara Spanu) e mass-mediatico (Daniele Pulino), a chiusura di una giornata fondamentale per ricordare quanto è fondamentale la cultura nella comunicazione e, di conseguenza, nella società.

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