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Stangata Juventus: il processo plusvalenze finisce male per i sabaudi, 15 punti di penalizzazione

Riaperto il processo plusvalenze, la Corte d'Appello ha dato la sentenza alle 21:20: 15 punti di penalizzazione in Serie A per la Juventus, sanzioni per i dirigenti, salvati gli altri club



TORINO

Di Gianluca Scanu



Quello che la Juventus ha temuto durante tutta la giornata, da quando si è riaperto il caso plusvalenze, è accaduto. Anzi, è andata anche peggio di come il popolo bianconero (e non solo) si aspettava: altroché 9 punti di penalizzazione per il caso plusvalenze, alle 21:20 la penalità si tramuta in ben 15 punti, e i vecchi dirigenti inibiti (pure Paratici rischia). Una mazzata attesa, che causa pesanti polemiche dal mondo bianconero, dato che altri club probabilmente coinvolti (indubbiamente Inter e Milan) sono stati assolti, ma anche possibili tracolli, sia psicologici (il prossimo match è con un'Atalanta in piena forma) che economici, dato che ora la Juventus è piombata a quota 22 punti in Serie A, ben distanti dalla zona Europa.


Il dibattimento. Alle 12:50 udienza al via, con la discussione sulla revoca della sentenza di assoluzione presentanza dalla Procura della FIGC che viene accolta. Il procuratore Giuseppe Chinè, chiede la commina di 9 punti ai bianconeri e l'inibizione di tutti i dirigenti del sodalizio rimasti in carica fino allo scorso novembre. La motivazione è che, secondo il procuratore "La pena deve essere afflittiva, la Juventus in classifica deve finire ora dietro la Roma, fuori dalla zona delle Coppe Europee". Risponde la difesa che "Nessuno degli elementi valorizzati dalla procura Federale dimostra l'esistenza di una artificiosa sopra-valutazione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori alle predette operazioni, con ciò rendendosi piena infondatezza dell'odierno ricorso", risponde la difesa della Juventus.

La sentenza. Il botta e risposta prosegue fino in serata, con dettagli che emergono: secondo il capo-procura, infatti, le plusvalenze contestate servono solo a coprire le perdite, i difensori bianconeri hanno dichiarato che esse, per 60 milioni, sono pari al 3,6% dei ricavi, precisamente 700 milioni di aumenti di capitale, su 3 anni 1675 milioni su 323 milioni di plusvalenze i 60 contestati da Chiné sono il 18% del totale (e quindi, ritorniamo ai succitati ricavi). Quindi, alle 21:10, dopo la pausa-cena, la Corte Federale riapre il processo e dichiara la pena dei bianconeri: 15 punti di penalizzazione al club sabaudo, 2 anni e mezzo d'inibizione a Fabio Paratici, 2 anni ad Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene, 1 anno e 4 mesi a Cherubini e 8 mesi a Pavel Nedved.


E non finisce qui. No, perché a fine gennaio la Procura dovrà decidere sul secondo filone, quello pre-natalizio, sul caso stipendi (entro il 22 febbraio) e sull'inchiesta Prisma per la giustizia ordinaria il 27 marzo. I legali bianconeri, alle 22:56, emettono però una nota che parla chiaro e disamina la Corte Federale: "L’odierno accoglimento del ricorso per revocazione da parte delle Corte d’Appello Federale ci pare costituisca una palese disparità di trattamento ai danni della Juventus e dei suoi dirigenti rispetto a qualsiasi altra società o tesserato." Non è escluso, quindi, che i bianconeri facciano ricorso, ricordando però che hanno tempo fino a lunedì 30 gennaio. Chissà.

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