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Torres, a Pineto in versione sperimentale: in palio orgoglio da una parte e salvezza dall'altra

Una partita che sarà, comunque vada, storica: il Pineto vuole festeggiare una storica salvezza, la Torres sperimenta le riserve in vista dei playoff

PINETO

Di Piergiuseppe Fiori


Il bello del calcio è che nessun match è mai inutile e povero di sorprese. Nemmeno un Pineto-Sassari Torres di fine stagione, un match da laboratorio di chimica, da una parte e dall'altra: sperimentare la gioia di una salvezza per gli abruzzesi, sperimentare le riserve in vista dei playoff. Un match di fine stgiome che non dice molto... solo per chi resta nella cosiddetta superficie. Nel profondo, sarà un match che conterà.


Torres, orgoglio e sperimentazione. In un campionato comunque sia da record per i rossoblù, Alfonso Greco vuol comunque ottenere ripoate positive dai suoi ragazzi. E non esita a mischiare le carte per testare chi, in stagione, ha giocato meno minuti rispetto ai titolarissimi. Anzitutto, il ct Greco decide di mettere le mani avanti, ovvero non rischiare i diffidati in vista degli storici spareggi promozione: "la gara con il Pineto sarà anche un’occasione per dare spazio a chi in campionato ha giocato meno e che merita, per il tipo di percorso fatto durante questa stagione, di scendere in campo". Tra questi figurano il neoacquisto Rosi, arrivato a gennaio, Fabriani, Sanat e Kujabi, sul cui loro minutaggio hanno pesato acciacchi fisici (sul gambiano più di tutti), ma anche il difensore Siniega, il quale ha avuto un buon impatto in autunno, e un Goglino scalpitante. Tutto per vedere se essi stessi avranno impatto sui playoff, ma anche per archiviare il percorso sorprendente, iniziato in quel di Recanati lo scorso 2 settembre: "Noi ci teniamo a finire bene questa stagione regolare e a vincere la partita. Chiunque scenderà in campo domani contro il Pineto sono certo che darà il massimo. Tutti sono a conoscenza di ciò che vogliamo e che andrà fatto per chiudere al meglio questo percorso in campionato."


Abruzzesi in lotta salvezza. Ma si sa anche come il Pineto sia una squadra ostica, difficile da affrontare, complice un ct esperto come Roberto Beni. L'allenatore di esperienza, che vanta peraltro panchine tra A e B con Cagliari (2005), Pescara (2006) e Sambenedettese, oltre che vice di Colantuono e Ballardini, è subentrato all'eroe della promozione Amaolo reduce di 8 partite di fila senza vincere (4 sconfitte e 4 pari) e schiera come schema classico il 3-5-2 dove i duelli principali vanno in scena sulla mediana. Lombardi e Manu sono le due ali di riferimento, grazie ai loro dribbling e le loro corse rapidissime, capaci d'innescare bomber come Volpicelli, capocannoniere della formazione abruzzese con 11 gol che sfrutta la sua altezza per colpire sui palloni alti. Senza Gambale, squalificato, Beni non potrà avere le torri, dovendo scegliere tra Njambé e Chakir, rapidi e dinamici, capaci di mettere in affanno i rossoblù.


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