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Torres, ci rivedremo a settembre o andrai agli spareggi? Le chiavi della sfida con la Fermana

TORRES - LA DOMENICA DELLA SPERANZA

Sfida tra ripescate, al Vanni Sanna: in palio la salvezza diretta della Torres, senza dover giocare playout rischiosi, Fermana senza obiettivi (a meno che il Siena non venga penalizzato per l'evasione fiscale)


SASSARI

L'ANALISI Di Gianluca Scanu



Nuovo turno, nuovo avversario. Prima di darci appuntamento agli spareggi promozione-salvezza, alla Supercoppa di Serie C, quindi ad agosto settembre con il tasto play della nuova stagione, ecco in programma una giornata che si preannuncia epica.

Su tutte le sfide, in 2 campi ci si gioca la salvezza diretta: Alessandria e Sassari.

La meno favorita, finora, delle due, è proprio la squadra di Greco, reduce di una strana annata: un pessimo inizio, un buon autunno, un Natale infernale, per via della confusione tattica e l'esonero in cui è andato incontro mister Greco (complice anche una piazza ostile), la disastrosa gestione di Sottili, con cui la Torres è stata 10 partite senza vittorie, fino al ritorno di Greco che ha acceso speranze di una salvezza e, ad agosto, di un ritorno in Serie C.

Ma dopo due pareggi faticosi con Carrarese e Gubbio, i blasonati sassaresi, domenica, troveranno di fronte a sé una Fermana che, pur essendo fuori dai giochi promozione, vogliono una reazione d'orgoglio dopo 2 sconfitte consecutive pesantissime.

Un match che sarà al cardiopalma, ma vediamo un po' come lo affronteranno le contendenti.


Ct di stirpe. Basterebbe questo a dire quanto conta la sfida: un Protti in panchina. Non Igor, protagonista della Serie A degli anni 90, in particolare degli outsider del Bari, ndr) ma suo cugino Stefano.

Precisamente in quella della Fermana, di quella squadra dove dal 1994 al 1996 vi militò in Serie C2, conquistando la promozione in C1 nella seconda stagione.

Di quella Fermana che lo vede per la prima volta come ct tra i professionisti, dopo 10 stagioni in Serie D con la Sammaurese.

Attenzione: Stefano Protti non è certo uno che sente la tensione del campionato professionistico. No, il ct di stirpe ha saputo ben calarsi in questa mentalità, che solo per poco non lo ha portato a tentare il bersaglio dei playoff.

E con il 4-1-4-1 ha spesso dimostrato di saper lottare e dar filo da torcere agli avversari; ma in questa stagione, il suo cavallo di battaglia è il 4-3-3. Schema che alla Torres è spesso stato ostico durante quest'annata.


I pezzi pregiati rossoblù. Greco, sapendo ciò, si attrezza come può: recuperato Pinna, ma non ci sono Fabriani e Carminati, squalificati dopo Gubbio.

4-4-2, con Garau che dovrebbe stare tra i pali, e Saporiti che sarà punto cardine del centrocampo e ostacolo per Carosso.

Fascia sinistra dedicata a Liviero e Ruocco, a centrocampo, con l'attacco che vedrà la coppia che tanto piace alla Curva Nord: Scotto-Diakite, i quali si dovranno sacrificare per pressare gli avversari.

Occhio alla difesa: Dametto sarà ostacolato spesso da Manuel Fischnaller e Giandonato, rispettivamente terminale offensivo conoscitore della categoria ed ex Juventus. L'altezza conterà: i due centrali Fermana misurano 1,77 m. Questi sono solo alcuni dei fattori che potrebbero decidere la partita decisiva per la salvezza sassarese di domenica pomeriggio.

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