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Torres, Greco si riappropria della sua creatura a Centotrentuno: nessun calcolo, finire il progetto

Il ct parla della corsa salvezza e della scelta di tornare a Sassari, un qualcosa che non avrebbero fatto tutti, in cotale situazione

SASSARI

Di Gianluca Scanu



C'è da riprendere a vincere, in casa Torres, e la scelta migliore non poteva essere che riportare a Sassari il ct artefice della promozione, Alfonso Greco. Colui che ha legato tanto con la squadra (meno che coi tifosi, almeno in autunno, ndr), è stato richiamato giocoforza per scacciare l'incubo playout che, ora come ora, ai rossoblù spalancherebbero le porte a un ritorno in Serie D. Dopo la sconfitta di Reggio Emilia, che ha scatenato rabbia, furore, risse negli spogliatoi e l'esonero inevitabile di Sottili, il ct si riappropria della panchina del Vanni Sanna e parla, alla rubrica "Serie C...entotrentuno", delle motivazioni che lo hanno spinto ad accettare il ritorno a Sassari.


Secondo amore. Pare, infatti, che il tecnico fosse amante di questa città, e ha voluto cercare di chiudere un cerchio: "avevo voglia di finire questo progetto che avevo iniziato. Quando mi hanno chiamato per tornare a Sassari non ho avuto dubbi. Chi mi stava vicino mi sconsigliava di accettare, però questa per me è una sfida troppo importante, il mio obiettivo è quello di portare la nave in porto". Poi, un excursus sull'ultimo periodo: "Non voglio parlare del passato, voglio solo guardare al futuro. Ogni risorsa che abbiamo va rivolta solo al compimento della stagione e al raggiungimento dei nostri obiettivi. Tutte le squadre cercano di tirare fuori il meglio per raggiungere l’obiettivo. Tutte si sono rinforzate e soprattutto ci sono dei risultati imprevedibili, basti vedere la vittoria dell’Imolese sull’Olbia. Dobbiamo pensare solo a noi stessi, abbiamo 5 battaglie, dobbiamo fare il massimo per ottenere la salvezza"


Rassicurazioni e mentalità. La sfida con l'Ancona non sarà facile, e c'è da cucire uno strappo più che altro psicologico: "oggi abbiamo fatto un ottimo allenamento. Sto cercando di lavorare maggiormente sull’autostima, ho notato che i ragazzi avevano perso un po’ di fiducia. Bisogna ridare entusiasmo al gruppo. Ora tutti dobbiamo essere compatti, a partire dalla squadra, passando per la società, per concludere con i tifosi che sono sicuro che contro l’Ancona ci supporteranno tanto. La squadra ha avuto voglia di raggiungere questo obiettivo e sono convinto che daranno tutto, io in primis". C'è poi da recuperare un gol che manca dal tracollo di Olbia, ovvero dal punto in cui la diritta via si è smarrita: "Se stiamo ancora a pensare al modulo, alla tecnica e alla tattica non si è capito niente. Questi sono solo numeri che lasciano il tempo che trovano, da ora in poi bisogna lasciarli da parte e mettere in campo anche i valori."


Giocatori. C'è anche da contare che la rosa, rispetto a come l'aveva dovuta lasciare lui a dicembre, è completamente stravolta, ma ciò non grava sul gioco "grechiano": "Mi hanno fatto una buonissima impressione, Urso lo conoscevo già. Anche Fabriani, Saporiti e Omoregbe mi hanno stupito tanto, sono convinto che potranno dare un grandissimo contributo. Sono fiducioso". Proprio su Omoregbe i complimenti non si sprecano: "Sicuramente ha delle qualità importanti, quando strappa fa molto male. Stiamo parlando di un 2003, deve migliorare ancora nella lettura della partita. Ho notato che a volte si accende e in alcuni momenti tende a spegnersi. Questo è normale vista la sua età, però per noi è una grande carta da poter sfruttare". Infine, una rassicurazione importante su Diakite: "giovedì dovrebbe aggregarsi al gruppo, poi lo valuteremo giorno per giorno. Per noi averlo a disposizione è importante, vediamo se contro l’Ancona riuscirà a essere in campo dall’inizio oppure a partita in corso".

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