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Un altro lutto colpisce il mondo del calcio: è morto Gianluca Vialli, aveva solo 58 anni

L'attaccante lombardo, già capitano della Samp e della Juventus alla sua ultima Champions, nonché vice-ct della nazionale italiana, combatteva con un tumore da 6 anni. Dopo Sinisa e Pelé, un altro grande del calcio ci lascia, e anche noi di Tribuna Sprint vogliamo ricordarlo nella sua gloria



SASSARI

Di GIANLUCA SCANU


Il mondo del calcio aveva concluso il suo 2022 con due disgrazie, e da lì riprende. Dopo le recenti scomparse di Mihajlovic e Pelé, ci lascia anche Gianluca Vialli, bomber di Cremonese, Sampdoria, Juventus e Chelsea, nonché capo-delegazione della Nazionale Italiana Campione d'Europa, che combatteva da 6 anni con un tumore al pancreas. Ieri, però, non ce l'ha fatta: la malattia lo ha ucciso, non è bastato un nuovo ciclo di cure iniziato nel dicembre 2022, le speranze di un intero paese sono svanite alle 10:20 circa, con l'annuncio della famiglia: "Con incommensurabile tristezza annunciamo la scomparsa di Gianluca Vialli. Circondato dalla sua famiglia è spirato la notte scorsa dopo cinque anni di malattia affrontata con coraggio e dignità. Ringraziamo i tanti che l'hanno sostenuto negli anni con il loro affetto. Il suo ricordo e il suo esempio vivranno per sempre nei nostri cuori". I funerali si terranno a Londra nei prossimi giorni, in maniera privata, ma non è escluso che anche in Italia, magari a fine campionato, potesse esserci una cerimonia pubblica.


Una vita da vittorioso. Indirizzato al calcio dai primi tornei all'Oratorio di Cristo Re, crebbe in Pizzighettone e Cremonese: con quest'ultima militò nei primi 3 anni di calcio professionistico, ottenendo 2 presenze in Serie C1 e 103 in Serie B tra il 1981 e il 1984, segnando 23 gol e ottenendo una storica promozione in Serie A. Visti i risultati, la Sampdoria riesce a portarlo nel capoluogo ligure, in cambio di Alviero Chiorri. In 8 anni porta la Samp nell'olimpo dei trofei, conquistando la Coppa Italia 1984-1985, primo trofeo in assoluto della storia blucerchiata; segue l'arrivo di Mancio, suo migliore amico, e la storica doppietta 1990-1991 con Coppa delle Coppe e Scudetto, che lo attira ai maggiori club europei: a vincere è la Juventus, che come la Samp opera uno scambio, ma quadruplo, in quanto cede Bertarelli, Corini, Serena e Zanini. Con Baggio e Ravanelli formerà uno dei più grandi tridenti del calcio italiano, cui si aggiungerà anche Del Piero: risultato una Coppa UEFA, uno scudetto e, soprattutto, l'ultima Champions finora conquistata dai bianconeri. Tale trofeo fu l'ultimo in Italia, dato che andrà a concludere la carriera al Chelsea, dove farà in tempo a conquistare FA Cup, Football League Cup, Supercoppa UEFA e Coppa delle Coppe.



La carriera di Vialli da giocatore in 5 scatti:

  1. Un giovanissimo Vialli in azione alla Cremonese (1982)

  2. La festa scudetto insieme alla Sampdoria (1991)

  3. Un esultanza dopo un gol segnato con la Juventus, assieme a Del Piero (1995)

  4. Il momendo dell'alzata della Champions League da capitano della Juventus (1996)

  5. L'ultima Coppa delle Coppe, vinta col Chelsea (1997)


L'amicizia con Mancini. C'è poi da ricordare l'affiatamento con Mago Mancio, con cui costituiva la cosiddetta coppia del gol: nessuno, alla pari dello jesino, gli sarà cotanto amico. Una coppia inossidabile, aldilà della maglia, rinsaldata solo l'11 luglio del 2021, giorno della vittoria dell'Italia del secondo Europeo, a Wembley. Mancini, nel docufilm "La bella stagione", racconta che "in quella Sampdoria c'era un fil rouge: ci divertivamo, sempre. Eravamo innamorati uno dell'altro, come fratelli". Questo, forse, è uno degli ingredienti più grandi di un sorriso con cui il cremonese ha affrontato il tumore, tentando anche di superarlo finché c'è riuscito


Il cordoglio. Il mondo del calcio si stringe intorno a lui, in particolare le squadre dove ha militato. Anche la Cremo, sua prima squadra, impegnata lunedì sera a Verona, ha dichiarato che "resterà per sempre quel suo sorriso sornione, da eterno ragazzo, davanti a notizie tristi che dentro ti lasciano dolore e smarrimento, lasciandoci tutti più soli".

Seguono i messaggi si Samp e Juventus, con Allegri che in conferenza stampa fa un minuto di silenzio, mentre tutti i suoi compagni dell'epoca (in particolare Baggio e Ferrara) lo affidano alla gloria divina, accanto a Boskov, Mihajlovic, Maradona, Pelé e quanti altri, passando per i ricordi di Weah, Lombardo, Mancio, gli eroi di Euro2021. Lunedì i funerali a Londra, come già detto, ma intanto per questo turno di campionato ci sarà un minuto di silenzio in tutti i campi, per ricordare un uomo, un eroe di vita, prima di un bomber

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